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Il buono, il brutto e il cattivo…dell’economia italiana

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IL BUONO

“Il design e le macchine utensili: un connubio possibile?”. Ne hanno parlato ieri sera, al Faberlab di Tradate, Christopher Schutte (director di Design Group Italia) e il collega Pasquale Cirulli (Sr. designer di Design Group Italia) di fronte ad una platea incuriosita dall’ennesimo salto culturale al quale sono chiamate le imprese. Il punto è questo: per restare sul mercato, le macchine non devono essere “solo” ottime macchine, ma devono ricercare una forte riconoscibilità anche sulle piazze internazionali. E l’azienda deve essere più aperta e più collaborativa, deve combinare la cultura della usability con il bello, la sicurezza e il digitale.

Il Business Plan nell’economia di comunità. Al Comune di Induno Olona, ieri sera, con Giulio Focardi e Lorenza Salati si è chiuso il ciclo di incontri di “Officina delle Idee”. Ottima partecipazione da parte di chi è imprenditore e di chi lo vuole essere. Sotto i riflettori la preparazione di un Business Plan, partendo da prospettive differenti: quelle dell’economia di comunità. Dove al centro si pongono le relazioni che l’imprenditore costruisce con i propri vicini, per realizzare progetti comuni che facciano bene tanto all’azienda quanto al territorio.

 

Arrivano i “Mestée”. E ci sei anche tu! Sono alti dieci centimetri, coloratissimi, tridimensionali e possono essere personalizzati. Nascono i “Mestée” (mestieri, nel dialetto bosino) e sono già un’icona di fantasia e simpatia. Una galleria di personaggi burloni: il falegname (il Sciur Legnamée), l’idraulico (ul trumbée), il muratore (magütt), l’elettricista (letricìsta), il barbiere (barbée). E tanti altri. A realizzarli con la stampante in gesso Project X660 è il Faberlab di Tradate, Digital Innovation Hub di Confartigianato Imprese Varese, che con questa iniziativa vuole riportare l’attenzione su professioni che negli anni si sono evolute, e hanno fatto i conti con l’innovazione rimanendo però parte della nostra quotidianità. Un regalo carino da far trovare sotto l’albero, ma non solo. Perché i “Mestée” possono essere un’idea divertente per tutto l’anno.

IL BRUTTO

Ancora in calo il credito alle piccole imprese. Lo dicono i dati dei 109 confidi Fedart: 3,4 miliardi di euro in meno nel 2017 e 1,8 miliardi in meno nel primo semestre 2018. Il trend prosegue incessante dal 2010. E ha portato il credito complessivo verso questo comparto da 57 a 37 miliardi di euro, con una riduzione del 35% in pochi anni. I confidi Fedart (ne fanno parte anche quelli di Confartigianato), nel 2017 hanno erogato garanzie per 1,8 miliardi di euro a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. Commento: «I dati confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile per le Pmi, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa. A differenza delle altre dimensione di impresa».

IL CATTIVO

Alternanza scuola-lavoro. I presidi dicono: «Va Salvata». Il taglio di ore – negli istituti tecnici e professionali e nei licei – arriverà. E così il taglio di risorse: 52 milioni di euro in meno in Bilancio già dal 2019. Non tutti sono d’accordo. Il Corriere della Sera l’inchiesta l’ha fatta: tra i professori c’è chi pensa che rendere facoltativa l’alternanza scuola-lavoro voglia dire “ammazzarla”, chi vota per un suo ridimensionamento ma a patto che non si perda il valore dell’esperienza e dell’obbligatorietà e, infine, c’è chi dice che «un declassamento orario corrisponde a un declassamento di importanza». Peccato, perché per tanti l’alternanza porta i ragazzi a confrontarsi con il reale, è un’esperienza utile, tira fuori competenze e intelligenze, può fare da volano all’economia.
Proprio in questa nostra epoca, poi, dove la frammentazione e la moltiplicazione delle probabilità ha dato vita ad un arcipelago tecnologico, la ricerca della propria strada professionale – scrive Nicola Saldutti sul Corriere – «non è detto che debba passare sempre in via prioritaria attraverso un big. Se consideriamo solo il tessuto produttivo italiano fatto di milioni di piccole e medie imprese, la risposta è chiara». Le porte delle Pmi sono aperte, ed è a queste che si deve avvicinare chi sta per decidere dove andare o dove cominciare. L’alternza scuola-lavoro serve anche a questo.

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