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Produrre meglio, confrontarsi di più: consigli utili per migliorare il lavoro

adobestock_136448084di Nicola Antonello
Organizzazione del lavoro, robotica, over-working, produttività: sono alcune delle situazioni che stanno investendo l’imprenditorialità mondiale e italiana e che, volente o nolente, ricadranno sulle piccole e medie imprese. In poche parole, il tema attorno al quale dibattono economisti, studiosi e imprenditori è: davvero sarà meglio produrre meno ma produrre meglio? Insomma, mentre ancora oggi, in molti casi, è da elogiare chi sta in azienda dalle 5 alle 20 per far crescere la propria “creatura”, forse sarebbe, oggi, il caso di prendersi qualche pausa.

COME SUPERARE IL LIMITE DELLE DIMENSIONI
Fermarsi, riflettere e compiere scelte migliori, piuttosto che salire su un treno che non si ferma mai, col rischio di non vedere che, dai finestrini, il mondo cambia.
Il rischio? Continuare ad alimentare a carbone la caldaia della locomotiva, rischiando di non accorgersi che si sta finendo su un binario morto. Lo sostiene Giuseppe Berta, docente dell’università Bocconi, studioso del capitalismo italiano. «La riorganizzazione del sistema industriale italiano – dice l’esperto – riguarda tutto il sistema e le imprese: grandi, medie e piccole. E quindi la capacità di rimanere concorrenziali dipenderà dal grado di coesione e coerenza interna del Paese, operando tramite medesime modalità, logica e approccio. Il programma 4.0 è stato un impulso, ma non basta: grandi e piccole realtà industriali devono mantenere il valore tipicamente italiano conquistato in passato, come quello delle filiere produttive, ma bisogna che le Pmi compiano un’evoluzione su paradigmi tecnologici che possano interagire fra loro. Ciò accentua la capacità competitiva a livello internazionale e permette di superare il limite delle piccole dimensioni italiane. Se essere piccoli è un ostacolo, soprattutto contro colossi mondiali, questa barriera si può superare riuscendo a rapportarsi con gli altri. Nel nord del Paese ci sono casi evidenti in cui la capacità di interagire, lavorare assieme, di avere metodi comuni, ha permesso di crescere e rimanere competitivi».

SUPERARE LA LOGICA DEL PADRE-PADRONE
Quali invece gli errori da evitare assolutamente? «Innanzitutto, rimanere nel proprio guscio – aggiunge il docente della Bocconi – In Italia abbiamo molte piattaforme territoriali valide. Bisogna mantenere quegli standard, interagire nell’ambiente circostante e crescere con esso. Vuol dire: superare una logica proprietaria, dove c’è il fondatore che è il padre-padrone che vive tutto il giorno con la sua creatura. Per carità, è anche giusto e bello che sia così. Ma oggi, un’azienda, per essere efficace, deve misurarsi col progetto degli altri. Ciò è quindi legato non con la proprietà, ma con la gestione e l’innovazione e le tecnologie. Insomma, i nostri piccoli imprenditori devono interiorizzare degli elementi manageriali: e d’altronde bisogna comportarsi così per saper interagire anche con soggetti che non si possono più ignorare, come Amazon, Google, Apple, anche solo per sfruttare le loro risorse sull’e-commerce e per portare i prodotti di una pmi laddove prima era impossibile”.

Infine un appello per svoltare rispetto all’over-working: «Oggi c’è una tendenza a utilizzare intensivamente le ore di lavoro – conclude il professor Berta – ma questa è una fase che si chiuderà, perché l’automazione stessa supplirà a questo. Non possiamo pensare che il sacrificio individuale dell’imprenditore o dei collaboratori possa mettere al riparo da queste tendenze. La sostituzione dell’uomo con le macchine si vede in tutti i campi: banche, sanità, uffici. È un processo trasversale, dove non ci si può opporre con la buona volontà, il lavoro notte e giorno. Servirà tutt’altro».

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