In provincia di Varese, quanto a livello nazionale, il tema è più che mai attuale. Alcuni dati possono aiutare a comprendere meglio quanto il ruolo di Confartigianato, in questi ultimi dieci anni, sia stato di assoluta importanza per affrontare con determina-zione il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nel 2007, in Italia, gli incidenti sul lavoro sono calati dell’1,2%.
Il calo è stato trainato dall'artigianato: gli infortuni denunciati nel 2007 dalle imprese artigiane, infatti, sono scesi del 4,2%, mentre nelle imprese non artigiane il calo è limitato allo 0,6%. Le imprese artigiane, con il 17% degli addetti, hanno determinato il 57% della riduzione degli infortuni sul lavoro. L'artigianato, che impiega il 17,1% degli occupati (secondo i dati dei lavoratori, indipendenti e dipendenti, iscritti Inail) ha determinato il 56,9% della riduzione degli infortuni nell'Industria Servizi.
La diminuzione è rilevante, è vero, ma la nostra Associazione ritiene si debba insistere in una campagna di formazione e sensibilizzazione che non dia tregua. Non ci si può accontentare quando si parla di una tematica tanto importante e delicata che coinvolge uomini, famiglie e l’intera società, anche se gli infortuni mortali sono diminuiti nel comparto industria e servizi del 12,2% e nell'artigianato il calo è addirittura più marcato con
un 16%.
Per quanto riguarda il settore edile, in Lombardia si registra una diminuzione negli infortuni del 5,3%, mentre in provincia di Varese si è in presenza di un calo del 10%, percentuale superiore a quello delle imprese non artigiane (da Banca Dati on line Inail). Nel complesso ci si avvicina ad un –8,3%.
Giorgio Merletti, presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese, non rinuncia ad una sana provocazione quando chiede: <Una campagna importante di prevenzione e formazione con il contributo straordinario della CCIAA della Provincia di Varese. Da ricordare che per perseguire tali scopi, Fondartigianato (fondo per la formazione continua), ha messo a bando circa tre milioni di euro. Di fondamentale importanza, poi, sarà l’applicazione di un sistema premiante delle tariffe che sia in grado di ridurre i costi assicurativi di quelle imprese che si sono mostrate virtuose nel campo della sicurezza (assenza di infortuni sul luogo di lavoro, formazione continua e maggiore rispetto a quella “obbligatoria” per legge); un sistema sanzionatorio proporzionato alla tipologia aziendale (impensabile che una microimpresa possa sostenere il peso di sanzioni di decine di migliaia di euro alla pari di un’azienda che conta centinaia di dipendenti e fattura milioni di euro); l’individuazione di un solo ente – in questo caso l’Inail - deputato alla vigilanza e controllo nei luoghi di lavoro. Che l’Inail, infine, rafforzi il proprio ruolo di strumento di prevenzione, informazione e divulgazione della cultura della sicurezza>.
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