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Installazione impianti a gas: norme tecniche
Impianti a gas Completata la definizione normotecnica per i “nuovi materiali”

Parole chiave: Direttive / Impianti / Sicurezza
(25 gennaio 2010)

Nel dicembre 2009, l’UNI ha pubblicato due specifiche tecniche di interesse per il settore installazione impianti a gas: la UNI/TS 11340:2009 e la UNI/TS 11343:2009, entrambe elaborate dal CIG. Con tali pubblicazioni è stata completata la definizione normativa dei cosiddetti “nuovi materiali” utilizzabili negli impianti domestici e similari alimentati a gas combustibile, iniziata con la definizione normativa dei raccordi a pressare (UNI/TS 11147:2008).
In particolare, come affermato dal CIG, “con la pubblicazione delle specifiche tecniche di prodotto e installazione sul sistema di tubi multistrato, auspicate dal Ministero dello Sviluppo Economico, è stato risolto un annoso problema che ha dato origine a molte controversie di carattere legale e tecnico.”

Ecco in sintesi gli argomenti trattati dalle norme.

UNI/TS 11340:2009
Impianti a gas per uso domestico e similari - Impianti di adduzione gas realizzati con sistemi di tubi semirigidi corrugati di acciaio inossidabile rivestito (CSST) e loro componenti - Progettazione, installazione, collaudo e manutenzione;
UNI/TS 11343:2009
Impianti a gas per uso domestico - Impianti di adduzione gas per usi domestici alimentati da rete di distribuzione, da bidoni e serbatoi fissi di GPL, realizzati con sistemi di tubazioni multistrato metallo-plastici -Progettazione, installazione e manutenzione.

E’ utile ricordare che con il termine “norma tecnica” si individua un documento elaborato e pubblicato sulla base di una specifica procedura dall’UNI, che specifica caratteristiche di prodotti e di servizi, redatto su base consensuale da tutte le parti interessate ad applicarlo volontariamente, che rappresenta lo “stato dell’arte” di prodotti, processi e servizi.
La Specifica tecnica nazionale, identificata come UNI/TS, è invece un documento tecnico ad applicazione volontaria, elaborato e pubblicato sulla base di una specifica procedura UNI e messo a punto consensualmente dalle parti interessate a livello nazionale, ma che a differenza della norma tecnica rappresenta uno “stato dell’arte” non ancora consolidato di prodotti, processi e servizi, e che viene sottoposto ad un periodo di verifica della validità.
Infine, aggiungiamo che per quanto riguarda gli impianti in generale, l’applicazione delle norme tecniche non è poi in realtà da considerarsi meramente “volontaria”.
Come già affermato dalla legge 46/90, anche il D.M. 37/2008 all’art. 6 stabilisce che “le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell'arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell'UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell'Unione Europea o che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell'arte”.
Quindi, il valore giuridico delle Norme tecniche è tale per cui la loro applicazione, sebbene non obbligatoria, garantisce il rispetto della regola d’arte, e quindi della legge.

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Lunedi 25 Gennaio 2010

Mario Resta
Email: resta@asarva.org
Tel. 0332 256216
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