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SISTRI: due anni di proroga per le PMI
SISTRI Approvato l'emendamento al Ddl Semplificazione

Parole chiave: Mud / Rifiuti / Sistri
(21 maggio 2010)

E’ stato approvato pochi giorni fa, dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, un emendamento al Ddl sulla Semplificazione amministrativa che prevede la proroga di 2 anni per l’iscrizione al Sistri per le imprese fino a 10 dipendenti, e che producono annualmente fino a 300 chili o litri di rifiuti pericolosi.
           
L’emendamento rappresenta un primo passo importante per applicare il sistema di tracciabilità dei rifiuti secondo criteri di proporzionalità in base alle dimensioni delle imprese. E Confartigianato apprezza la decisione del Governo perché dimostra di aver recepito le richieste presentate, in questi ultimi tempi, dal nostro sistema.
 
Nello stesso tempo, però, Confartigianato non può non rilevare quanto il comportamento del Governo, dal momento in cui è stato presentato Sistri, abbia creato problemi sia alle micro e piccole imprese, sia alle associazioni di rappresentanza che di queste realtà imprenditoriali difendono gli interessi.
 
E’ accaduto con il MUD (scadenza fissata al 30 aprile e poi prorogata “improvvisamente” al 30 giugno con l’ennesimo schema di Decreto Legge) e accade con il Sistri: proroga di 30 giorni (termine ultimo, fine marzo o fine aprile a seconda dei soggetti interessati) ed ora, con un ulteriore emendamento, proroga di 2 anni.
 
Chiediamo al Governo:
 - Cosa dovremmo mai replicare a quelle imprese che ci faranno notare la loro già avvenuta iscrizione al Sistri: rimborso o attesa di due anni?
 - E’ legittimo procedere a Decreti e successive proroghe che rischiano di rendere ben poco credibili anche gli strumenti più vantaggiosi?
 - E’ lecito pretendere dalle imprese, e dai sistemi di rappresentanza, un continuo cambiamento – di programmazione e gestione - in “corsa” senza alcuna possibilità di adeguamento alle nuove procedere con i dovuti termini di tempo?
 
Detto questo, Confartigianato sollecita nuovamente il Governo affinché possa procedere ad ulteriori semplificazioni e riduzioni dei costi a carico dei micro e piccoli imprenditori. Soprattutto, pretende chiarezza riguardo il sistema sanzionatorio affinché siano decise e comunicate con precisione le sanzioni che devono colpire i veri reati gravi. Senza penalizzare chi, a causa delle novità del sistema, commette inadempienze di carattere meramente formale. E’ impensabile che un acconciatore, per pochi grammi di lamette da barba prodotte in un anno, debba pagare 120 euro a fronte dei 1.200 euro che deve versare un impianto di incenerimento.


Venerdi 21 Maggio 2010

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