Le imprese italiane pagano un prezzo sempre più alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi l’anno l’onere finanziario per le aziende derivante dal mancato adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.
In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l'anno in termini di maggiori oneri finanziari.
I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono più alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei. Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente più elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).
In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dell’Emilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro. Il costo per impresa più ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno.
A livello provinciale, si osserva che in 10 province – compresa Milano - il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro.
Oltre all’aumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito. A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficoltà, più accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009 l’8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno è più marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari all’1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.
Scadenziario
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
I nostri Speciali Entra >>