Legge 215: agevolazioni
all’imprenditoria femminile
Legge 215
La legge 215/92 è lo strumento principale di agevolazione attraverso il quale il Ministero dell'Industria mette a disposizione dell'imprenditoria femminile risorse finanziarie a sostegno degli investimenti da utilizzare sottoforma di contributi in conto capitale e finanziamento agevolato.
Per l'anno 2006 la cifra destinata alle imprese con sede nella Regione Lombardia è di circa 5.000.000 di euro.
Soggetti beneficiari
Possono beneficiare delle agevolazioni le piccole imprese già costituite e iscritte al Registro imprese. Le imprese individuali devono almeno aver fatto richiesta di iscrizione oltre che essere in possesso di partita IVA. Il soggetto richiedente deve provare di avere la piena disponibilità dell'immobile ove viene realizzato il programma. Le imprese che possono presentare la domanda devono essere a prevalente partecipazione femminile.
Rientrano in questa categoria:
- Le imprese individuali in cui il titolare sia una donna;
- Le società di persone e le società cooperative in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60% dei componenti la compagine sociale;
- Le società di capitali in cui le donne detengano almeno i due terzi delle quote di capitale e costituiscano almeno i due terzi del totale dei componenti dell'organo di amministrazione.
Settori ammissibili
L'agricoltura; il manifatturiero e assimilati; il commercio, il turismo e i servizi.
Interventi ammissibili
Gli interventi ammissibili sono classificati in quattro macro tipologie: avvio di attività imprenditoriale; acquisto di attività preesistente; realizzazione di progetti aziendali innovativi; acquisizione dei servizi reali.
Spese ammissibili
Le spese ammesse dalla legge possono essere acquisite tramite acquisto diretto o tramite il sistema della locazione finanziaria e sono inerenti a:
- Impianti generali; sono comprese le voci relative all'impianto elettrico, antincendio, antifurto, riscaldamento, condizionamento, idraulico, ecc.;
- Macchinari ed attrezzature; tra essi rientrano anche gli impianti specifici di produzione, compresi gli arredi connessi allo svolgimento delle attività e le strutture, non in muratura, prefabbricate e amovibili;
- Brevetti;
- Software.
Opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, nel limite del 25% delle voci di spesa relative ai primi due punti.
In questo ambito le spese agevolabili di progettazione e lavori, che comprendono la progettazione tecnica degli investimenti, gli eventuali oneri per concessioni edilizie e i collaudi di legge, devono essere inferiori al 5% dell'importo ammesso per opere murarie.
Queste ultime sono relative unicamente alla ristrutturazione degli immobili in cui sarà effettuato l'investimento e dove sarà svolta l'attività. Sono escluse le spese inerenti l'acquisto e/o la realizzazione di immobili.
Agevolazione
L'importo dell'agevolazione è concesso per il 50% sotto forma di contributo in conto capitale e per il restante 50% sotto forma di finanziamento a tasso agevolato.
L'accesso alle agevolazioni in favore dell'imprenditoria femminile è consentito ai progetti che prevedono un investimento complessivo ammissibile non inferiore a 60.000 euro e non superiore a 400.000 euro.
Modalità di concessione del contributo
Per la concessione è prevista la definizione di una graduatoria che sarà stilata sulla base di una serie di elementi di valutazione quali:
- numero di nuovi occupati rispetto all'investimento ammesso;
- numero di nuove donne occupate rispetto all'investimento ammesso;
- nuovi investimenti rispetto al valore degli investimenti totali;
- aziende a totale partecipazione femminile (escluse individuali e srl unipersonali);
- adesione a sistemi di certificazione qualità.
Tempi
La domanda dovrà essere presentata entro il 16 marzo 2006.
Per ulteriori informazioni o istruire la pratica relativa è possibile contattare Antonella Imondi - imondi@asarva.org