Stop al Bonus del 55% sulle eco-ristrutturazioni
Edilizia Nel maxiemendamento non rientrano le detrazioni per le ristrutturazioni eco-compatibili.
Salta la proroga del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
Il maxiemendamento alla Legge di Stabilità all'esame della Commissione Bilancio della Camera lascia fuori gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie eco-compatibili e quindi dal 1° gennaio 2011 non sarà più possibile detrarre il 55% delle spese sostenute per
- la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
- il miglioramento termico dell'edificio (finestre, comprensive di infissi, coibentazioni, pavimenti);
- l'installazione di pannelli solari;
- la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
Una doccia fredda per piccole e medie imprese: l'agevolazione, sin dalla sua entrata in vigore dal 2007, si è rivelata particolarmente positiva, avendo prodotto investimenti per 11 miliardi e, a fronte di un mancato gettito per 6 miliardi per l’erario, ha incrementato le entrate di 3,2 miliardi con un risparmio in bolletta di 3 miliardi.
Il taglio del bonus del 55%, se confermato nella stesura definitiva del testo, metta a rischio la sopravvivenza di migliaia di piccole imprese che lavorano con le eco-ristrutturazioni e cha fanno da traino all’intero comparto edile, duramente provato dalla crisi. Con questa decisione si rischia di dimezzare il fatturato delle piccole e medie imprese.
La scelta del Governo è inoltre in controtendenza con quanto deciso dall’Unione Europea: entro il 2020 si dovranno costruire case ad emissioni zero. Ci auguriamo che i legislatori recepiscano gli emendamenti presentati da Confartigianato per sostenere le imprese e l’economia del sistema-Paese. Con questa decisione affossano una politica economica che in questi ultimi due anni ha dato lavoro a falegnami, bruciatoristi, elettricisti, imprese edili di ristrutturazione civile.
Venerdi 12 Novembre 2010