Il 14 gennaio è entrato in vigore SISTRI, il sistema di controllo della
tracciabilità dei rifiuti speciali. Il fine che la maggioranza al Governo si pone con questo nuovo strumento è la semplificazione, la legalità, la trasparenza e la tracciabilità nell’intero ciclo di movimentazione dei rifiuti speciali. In poche parole, lotta alle eco-mafie ma oneri aggiuntivi per le micro e piccole imprese.
Confartigianato Varese boccia il sistema: <Ci si aspettava veramente una semplificazione – dichiara Giorgio Merletti, presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese e di Confartigianato Lombardia – invece le procedure si sono maggiormente burocratizzate, i costi sono balzati alle stelle (per chi agisce nella legalità, ovvio), la complessità del sistema e i tempi dettati per l’adeguamento alla norma non rispettano minimamente i ritmi del segmento produttivo micro e piccolo. Un’altra volta il Governo riesce ad attribuirsi il merito di non avere meriti>.
Qui non si discute il nobile obiettivo che il Ministero dell’Ambiente si pone con il controllo elettronico, ma dei numerosi problemi che il regolamento sta già causando al comparto delle MPI: <Il ministro Prestigiacomo probabilmente avrebbe voluto offrire alla micro-imprenditoria qualche vantaggio – incalza Merletti – ma così non è stato. Il sistema è troppo complicato da applicare per una realtà produttiva come la nostra, formata da imprese che non si possono certo permettere l’alta tecnologia richiesta da SISTRI, quindi si rischia che la “semplificazione” si trasformi in un’ulteriore tassa burocratica in materia ambientale a carico di chi dovrebbe essere tutelato dal Governo. Invece, la politica ha pensato a sé senza aprirsi al dialogo, al confronto e ad una collaborazione con le parti coinvolte>.
Per le micro e piccole imprese che gestiscono rifiuti, SISTRI sarà un disastro perché:
- Richiede capacità informatiche e disponibilità di tecnologie che molte imprese non posseggono: iscrizione e dotazione di chiavetta token Usb con relativi costi, software applicativo, Black-box, carta SIM e collegamento satellitare (quest’ultimo per chi trasporta i propri rifiuti);
- La copertura Adsl non raggiunge tutto il territorio provinciale e regionale;
- Il sistema sostituisce gli attuali documenti di gestione rifiuti (registri, Mud, formulari), ma in caso di gravi difficoltà applicative del sistema un pronto intervento è garantito solo entro 72 ore: un tempo infinito per chi sta caricando o scaricando rifiuti;
- Dev’essere applicato in tempi inaccettabili (contrastanti con l’attuale situazione economica) che non permettono all’imprenditore di mettere in pratica la comunicazione sul funzionamento del sistema e formare i dipendenti;
- L’aggravio di costi sulle MPI colpirà anche i prezzi finali;
- Ancora tutto da chiarire il raccordo con il sistema sanzionatorio del Dlgs. 152/08 in tema di tenuta dei registri carico/scarico, formulario, MUD.
La posizione di Confartigianato Varese è chiara, conclude il presidente: <Chiediamo alle istituzioni locali, Comune (vincolato anch’esso da SISTRI ad assumere personale che “parli telematicamente” con gli imprenditori che devono scaricare i rifiuti: più costi, più tasse su imprese e cittadini) e Provincia, di porsi al fianco delle MPI ed aprire un confronto urgente con la Regione Lombardia. E proprio a quest’ultima si chiede di intervenire direttamente per farsi carico dei costi del materiale informatico che peserebbe sulla vita dell’impresa. La Regione, inoltre, dovrebbe impegnarsi affinché il Ministero dell’Ambiente utilizzi una card simile alla Carta Regionale Servizi con la quale permettere l’accesso al servizio, tagliando gli oneri di iscrizione e quelli legati alla strumentazione tecnologica. Nel frattempo, il sistema Confartigianato ha ottenuto un primo risultato: la riduzione dei contributi annuali>.