SISTRI: regolarizzazione entro il 31 dicembre 2010
Rifiuti Operativo dal 1 ottobre ma decollerą dal 1 gennaio.
L'elenco dei rifiuti pericolosi per le pulitintolavanderie
Il decreto pubblicato in GU n. 230, del 1° ottobre 2010, ribadisce la formale decorrenza dell'operatività dal 1° ottobre 2010, anche se di fatto si prende atto che il SISTRI non decollerà che dal 1° gennaio 2011.
La cosiddetta "proroga" (la terza in ordine di tempo da quando è uscito SISITRI) dovrebbe quindi consentire tre mesi di “prove generali”, in particolar modo per familiarizzare con il software messo a punto dal Ministero.
Infatti, il nuovo decreto prevede:
- Un differimento dei termini per la distribuzione da parte delle CCIAA dei dispositivi elettronici (ora stabilito al 30/11/2010);
- Una dilatazione della "fase sperimentale" (era previsto 1 mese e ora portata a 3 mesi) e che vede l'utilizzo di SISTRI contemporaneo alla compilazione di registri e formulari;
- Nel periodo di sperimentazione, che terminerà per tutti il 31/12/2010, le sanzioni applicabili saranno solo quelle già in vigore da tempo e relative agli obblighi e modalità di tenuta dei registri e formulari rifiuti, mentre le sanzioni per il mancato utilizzo di Sistri si applicheranno dal 1° gennaio 2011.
I problemi tecnici e giuridici incontrati in questi mesi dalle aziende, che volonterosamente hanno cercato di mettersi in regola, hanno convinto il Ministro a rivedere (almeno in parte) le tempistiche di messa a regime di un sistema, il SISITRI, che forse meritava una maggiore attenzione proprio per la sua portata epocale: rendere tracciabili tutti i comportamenti inerenti la movimentazione dei rifiuti.
Il clima generale di difficoltà non deve comunque scoraggiare: benvenuto a quest’ultimo decreto che concede la tranquillità necessaria per completare entro il 31 dicembre 2010 la regolarizzazione di tutte le aziende iscritte a SISTRI, e sanare le difficoltà operative di funzionamento dell’intero sistema.
Elenco indicativo di rifiuti pericolosi per la categoria PULITINTOLAVANDERIE
- rifiuti contenenti composti alogenati
- morchie di distillazione solvente
- filtri contaminati da percloroetilene o decalite
- tinture e pigmenti contenenti sostanze pericolose, ecc.