|
||||||
|
|
Speciale Piano Casa
Un piano per il rilancio dell’edilizia La Regione Lombardia vara il progetto di legge Il “Piano Casa” della Regione Lombardia rappresenta una concreta occasione di sviluppo per le micro e piccole imprese del settore edilizio, con potenziali ricadute positive sull’intera filiera. Un volano importante per l’intero comparto casa, che ad oggi risulta essere una delle principali filiere dell’economia italiana e necessita di invertire il trend negativo che vive dal 2007. La possibilità di consentire alcune tipologie d’interventi a fronte di una riqualificazione energetica rappresenta un’importante opportunità di lavoro per l’intera filiera: basti pensare al ruolo strategico che rivestono a tal fine gli installatori d’impianti, i serramentisti e coloro che si occupano di risanamenti di pareti orizzontali e verticali. Qualche perplessità permane sugli elevati standard richiesti per la sostituzione degli edifici, il rischio è che si cerchi di raggiungerli attraverso certificazioni poco veritiere. Confartigianato ha presidiato con estrema attenzione tutto l’iter di accoglimento del testo di legge, facendosi portavoce delle richieste migliorative pervenute dai nostri associati al Pdl 0392. Accanto alle proposte accolte, Confartigianato ha avanzato altre istanze poi non riportate nel testo di Legge, che non mancherà di ribadire in altre occasioni, relative all’estensione della possibilità di ampliamento agli edifici con destinazione d’uso mista; alla possibilità di destinare parte delle aree di edilizia residenziale pubblica ad attività artigianali e commerciali di servizio; alla semplificazione dell’iter autorizzativo per la sostituzione degli edifici nei centri storici, che ha coinvolto come da nostra richiesta le amministrazioni locali ma è rimasto, nostro malgrado, il principio del silenzio diniego che non va nella giusta direzione di fornire certezze autorizzative. Altra istanza che il nostro sistema riproporrà alla prima occasione riguarda la possibilità di fornire agevolazioni a coloro che attuino la rimozione di manufatti contenenti amianto presenti negli edifici civili e produttivi. Il risultato raggiunto con l’approvazione della Legge n. 13 è comunque estremamente apprezzabile, proprio per il ruolo di volano allo sviluppo che gli interventi proposti possono rivestire in questo momento non facile per l’economia generale e in particolare del nostro settore. Il sistema Confartigianato anche in questa occasione ha svolto un ruolo primario che continuerà a svolgere in futuro per dare sempre maggior voce ai propri iscritti. Le indiaczioni riportate di seguito vogliono chiarire in sintesi le modalità di applicazione e le opportunità offerte dalla Legge. L’intento è quello di fornire una “mappa” utile ad orientarsi, una guida all’uso semplice e immediata per chiunque voglia saperne di più sul “Piano casa”. Il governo regionale ha varato il progetto di legge per il rilancio dell'edilizia che, secondo le prime stime, dovrebbe attrarre investimenti sul territorio per circa 7 miliardi di euro, con una ricaduta occupazionale di 30mila posti di lavoro e un risparmio energetico pari a 45 milioni. La legge prevede i seguenti interventi: RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE » Recupero edilizio e funzionale di edifici residenziali e misti esistenti al 31 marzo 2005, situati in zone non destinate all'agricoltura o ad attività produttive con utilizzazione delle volumetrie esistenti e delle superfici, per destinazioni residenziali o per altre funzioni ammesse dagli strumenti urbanistici. » Utilizzazione delle volumetrie edilizie in seminterrato, per destinazioni accessorie alla residenza, per attività economiche ammesse dagli strumenti urbanistici nonché per attività professionali. » Nelle aree destinate all’agricoltura è consentito il recupero di volumi esistenti e non utilizzati, senza ampliamento, di edifici (assentiti prima del 13/06/1980) fino ad un massimo di 600 mc, da destinare all’uso residenziale dell’ imprenditore agricolo proprietario, del suo nucleo familiare o dei dipendenti dell’azienda agricola, oppure ad usi ricettivi non alberghieri, uffici o attività di servizio compatibili con l’azienda agricola. Occorre presentare la denuncia di inizio attività, ovvero richiedere il permesso di costruire presso il Comune in cui si trova l’edificio entro il 15 aprile 2011. AMPLIAMENTI » Ampliamento fino al 20% della volumetria esistente per gli edifici uni e bi-familiari a destinazione esclusivamente residenziale situati fuori dai centri storici ed ultimati al 31/03/2005 con non più di 300 mc per ciascuna unità immobiliare. » Ampliamento fino al 20% della volumetria esistente per edifici plurifamiliari, a destinazione esclusivamente residenziale, situati fuori dai centri storici ed ultimati al 31/03/2005 purché di volumetria complessiva non superiore a 1.200 mc. DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE All’esterno dei Centri Storici e dei “nuclei urbani di antica formazione”: » Sostituzione degli edifici esistenti, aventi destinazione esclusivamente residenziale, anche mediante demolizione e ricostruzione, è consentito un incremento volumetrico non superiore al 30% della volumetria esistente, elevato al 35% nel caso in cui gli interventi assicurino un congruo equipaggiamento arboreo, per una porzione non inferiore al 25% del lotto interessato. » Sostituzione di edifici esistenti, parzialmente residenziali (edifici misti) o non residenziali, situati in aree a prevalente destinazione residenziale, anche mediante demolizione e ricostruzione. I nuovi edifici dovranno essere a destinazione esclusivamente residenziale, la volumetria non superiore a quella esistente, l’altezza non superiore a quella dell’esistente o a quella massima ammessa dallo strumento urbanistico (se maggiore) ed il rapporto di copertura maggiorato fino al 25% rispetto a quello previsto dallo strumento stesso per le zone residenziali in cui gli edifici sono inseriti. » Viene consentita la sostituzione di singoli edifici aventi destinazione esclusivamente residenziale, anche mediante demolizione e ricostruzione, non coerenti con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali dei suddetti centri e nuclei, con un’incremento volumetrico non superiore al 30% della volumetria esistente. Questo intervento richiede il parere preventivo delle commissioni provinciali, comunque non sostitutivo delle valutazioni delle commissioni comunali. Il parere dovrà essere dato entro 60 giorni dalla richiesta; decorsi infruttuosamente si deve intendere reso in senso negativo. » Nelle aree a destinazione produttiva secondaria (industriali e artigianali) specificamente individuate dai Comuni entro il 15 ottobre 2009, è possibile sostituire edifici artigianali ed industriali esistenti anche mediante demolizione e ricostruzione. Per tali interventi è previsto un incremento volumetrico non superiore al 30% della volumetria esistente, elevato al 35% nel caso in cui gli interventi assicurino un congruo equipaggiamento arboreo, per una porzione non inferiore al 25% del lotto interessato. EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA » Ampliamento di edifici di edilizia residenziale pubblica o convenzionata esistenti o realizzazione di nuovi edifici, all’interno dei quartieri E.R.P. esistenti alla data del 31 marzo 2005. E’ consentito un incremento del 40% della volumetria complessiva esistente nel quartiere e destinata a edilizia residenziale pubblica. L’ampliamento volumetrico è ridotto di un terzo (ovvero non più del 26,66%) se l’intervento ricade all’interno di un parco regionale, ad eccezione delle aree di esclusiva disciplina comunale (zone IC) dove invece l’incremento massimo ammissibile resta pari al 40%. Occorre richiedere il permesso di costruire entro il 15 ottobre 2011. La commissione per il paesaggio dovrà rilasciare il parere entro 30 giorni trascorsi il quali il giudizio è favorevole. Oneri di urbanizzazione e contributo sul costo di costruzione. Per interventi volti all’utilizzo del patrimonio esistente, e per quelli consistenti nell’ampliamento o nella sostituzione dell’edificio, il Comune può riconoscere con apposita delibera una riduzione degli stessi entro il 15 ottobre 2009. In caso di mancata delibera si applicherà una riduzione del 30% del contributo di costruzione. Per gli immobili di ERP sono dovuti solo gli oneri di urbanizzazione ridotti del 50%. » Clicca per il Seminario del 30/10/2009 "Il Piano Casa in Lombardia" organizzato dalla Confartigianato Lombardia |
|
||||