La finanziaria è stata finalmente approvata dal Senato con 162 sì e 153 no. La manovra, che agli inizi valeva 11,2 miliardi, dopo l'esame in Parlamento è lievitata a 15,6 miliardi. Finanziaria enigmatica, che non offre certo grandi spazi alle microimprese. <Infatti - afferma Giorgio Guerrrini, Presidente di Confartigianato - è mancato il coraggio di operare robuste scelte strutturali per ridurre e riqualificare la spesa pubblica che, invece, esce dalla manovra addirittura appesantita di qualche miliardo. I segnali di attenzione verso le piccole imprese devono essere rafforzati, rispettando l'impegno del Governo a ridurre la pressione fiscale sul lavoro indipendente>.
In questo “pasticcio”, che rischia di restare sullo stomaco a milioni di microimprese italiane, <l'assenza di interventi per tagliare sprechi e inefficienze si sommano agli effetti del decreto sul Protocollo sul Welfare che ingigantirà la spesa pubblica con ulteriori oneri per finanziare l'abolizione dello scalone, oltre a contenere inaccettabili discriminazioni, tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, che dovranno essere corrette>.
Ridurre il carico fiscale su imprese e lavoratori – il “Collegato” alla Finanziaria, anch'esso Legge, tratta il fisco con “leggerezza” e propone micromisure poco coraggiose – resta la sfida più dura da vincere. Dunque, l'attuazione di <una politica di diminuzione graduale e costante del prelievo tributario che grava sulle imprese> non si può attendere ulteriormente.
E poi esiste, tuttora, il gravoso problema delle infrastrutture, il capitale umano che fugge all’estero (e non si è ancora capito perché l’Italia, terra di geni, a questi ormai tenga sempre meno), la scelta fuorviante sull’utilizzo di “entrate inattese” (utilizzate nel 2007 per finanziare aumenti di spesa) e lo Stato Sociale, sempre più debole ed ancora in piedi con un incredibile colpo di reni. La pressione fiscale, nel 2008, rimarrà ancora sull’elevato livello del 2007? Gli interventi su Ires e Irap non sono così generosi. Coraggio, andiamo avanti!
La fiscalità gravosa crea difficoltà insuperabili ai nostri imprenditori e il rituale burocratico del nostro “sistema Paese” è una prova evidente di questa Finanziaria che non guarda con favore al “modello dell’impresa italiana”.
E’ difficile ammetterlo, perché con ciò significa riconoscere l’immobilità della politica, ma i problemi di ieri sono quelli di oggi. E le nostre richieste mirate, ancora una volta, a riequilibrare il prelievo fiscale attraverso una progressiva riduzione dello stesso in misura proporzionale alla emersione di base imponibile, a rafforzare l’attività di controllo e repressione nei confronti degli evasori totali, ad attuare interventi di semplificazione degli adempimenti burocratici. A sostenere il sistema delle micro, piccole e medie imprese attraverso il rafforzamento della capacità produttiva: anche in termini di crescita dimensionale e sviluppo.
Scadenziario
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