La “mappa” dell’innovazione
Economia e mercati Pubblichiamo un estratto dell’indagine di Confartigianato e Censis contenuta in “Fare innovazione senza ricerca”.
Le micro e piccole imprese sono la fotografia di quel mondo che la ricerca “ufficiale”, a partire da quella statistica, continua colpevolmente ad ignorare, anche se capaci di produrre un ricco patrimonio di innovazione.
L’evoluzione dell’innovazione
- Da un lato inizia ad imporsi anche tra le piccole imprese come driver portante nell’informare le strategie aziendali. L’investimento in innovazione si sta spostando dalla componente hard, di prodotto e di processo, a quella che potremmo definire terziaria, legata al rafforzamento dei servizi finalizzati a far crescere l’appeal di mercato delle produzioni e destinata nei prossimi anni ad assorbire il grosso delle risorse aziendali,
- Dall’altro lato, emerge una logica di governo dell’innovazione che si concreta in un legame sempre più stretto con l’attività di ricerca e in una sua maggiore finalizzazione agli obiettivi di crescita e sviluppo dell’azienda.
Le mura aziendali
Anche le piccole imprese sono impegnate, e molto, in un processo di continua ricerca e sperimentazione interna ma oscuro ai più, perché si svolge quasi esclusivamente “nel chiuso” delle mura aziendali.
I dati
- La stragrande maggioranza delle piccole imprese leader d’innovazione svolge attività di ricerca, sperimentazione, prototipazione al proprio interno, dedicandovi circa il 13% del monte ore lavorate in un anno.
- Ben il 50% dichiara che l’innovazione più importante realizzata negli ultimi anni è nata dall’attività di ricerca e sperimentazione svolta all’interno; “solo” il 3% afferma che a tal fine è stata determinante la collaborazione con una università o un ente di ricerca.
- Quasi il 70% delle innovazioni introdotte si traduce per le aziende in un vantaggio competitivo sul mercato, mentre solo nel 30% dei casi, in un allineamento agli standard delle altre imprese.
Il 91,1% delle imprese che lavorano in sub-fornitura partecipa attivamente all’innovazione delle committenti:
- Il 38% collaborando all’individuazione di soluzioni innovative rispetto al prodotto finale.
- Il 31,6%, proponendo spontaneamente all’azienda committente prodotti o materiali ad alto valore innovativo.
- Il 15,2% individuando le soluzioni richieste dal committenti.
- Il 6,3% trasferendo macchinari e tecnologie che l’azienda committente non conosceva.
Fare innovazione costa
Il 72,2% delle spese sostenute dalle piccole imprese viene finanziato per conto proprio, solo il 2,5% con finanziamenti pubblici agevolati. Un costo che ammonta a circa il 19,1% delle spese aziendali, e che stimato sull’intero universo porta a circa 1,8 miliardi di euro l’investimento che le aziende manifatturiere e informatiche con meno di 20 addetti sostengono per fare innovazione e ricerca.
Piccole imprese...
- Nell’organico: l’11,5% delle imprese è costituita dal solo imprenditore, il 33% ha da 1 a 4 addetti e il 26% da 5 a 9 addetti;
- Nel fatturato: il 24,8% delle imprese ha un fatturato inferiore ai 300 mila euro, il 33,3% tra i 300 mila e 1milione e “solo” il 17,1% supera il milione.
Ma…
- Con un’elevata capacità nel gestire la propria presenza sul mercato, non solo nazionale ma anche internazionale, sia in termini di posizionamento che di capacità di risposta alle domande che questo propone.
Innovazione sì, ma dove?
- Il 73,3% del campione si contraddistingue per l’utilizzo di processi e tecniche di produzione innovative.
- Il 63,5% realizza prodotti nuovi.
- Il 61,5% utilizza materiali innovati per la produzione.
- Il 56,1% cura costantemente la ricerca stilistica, il design dei propri prodotti.
- Il 52,4% afferma di effettuare frequentemente investimenti in nuove tecnologie.
Inoltre
- Il 51% dichiara, collocandolo al primo posto, di avere introdotto negli ultimi 3 anni innovazioni rispetto all’utilizzo dei materiali.
- Il 49,7%, riproponendo la triade “materia prima–processo-prodotto”, ha effettuato interventi innovativi inerenti il processo produttivo e gli impianti (tecniche utilizzate, adozione di nuove tecnologie, ecc.).
- Il 46,3% interventi finalizzati a migliorare il contenuto tecnico del prodotto.
Potenziamento sul mercato
- Il 37,5% delle imprese ha realizzato innovazioni per quanto attiene al design dei propri prodotti.
- Il 31,8% è intervenuto implementando tutta quell’ampia gamma di servizi al consumatore, di assistenza post vendita, tutoraggio.
- Il 25,3% ha innovato le proprie linee di produzione, ampliando la gamma, diversificando i prodotti e creando marchi.
La direzione
Le strade seguite sono essenzialmente due:
- Da un lato quella più tradizionale finalizzata al miglioramento del processo produttivo ed all’ampliamento dell’offerta (tramite l’introduzione di nuova tecnologia, ad esempio).
- Dall’altro lato quella che, almeno per le realtà più piccole, rappresenta essa stessa un’innovazione, basata su politiche di marketing, commerciali e distributive e finalizzata ad arricchire l’offerta oltre che ad ampliarla.
In entrambi i casi, tuttavia, la capacità di sintonizzazione sul mercato, di ascolto e lettura delle domande appare centrale.
Fattori dell’innovazione
- Il 53% del campione indica al primo posto l’esigenza di migliorare le proprie strategie di mercato.
- Il 41,1% la volontà di rispondere a richieste ed esigenze specifiche dei clienti, sottolineando la specificità del rapporto che lega la piccola impresa al mercato e che si caratterizza per un approccio del tipo one to one, in cui il piccolo si rapporta al piccolo.
- Il 25,6%, proiettandosi in una logica competitiva, segnala l’esigenza di adeguarsi agli standard del mercato.
Martedi 3 Gennaio 2012