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Gli Artigiani hanno creduto in me. E oggi disegno borse e gioielli
Storie di casa nostra Intervista a Isabella Zocchi

Storie di casa nostra

«Se l’Associazione Artigiani non avesse creduto in me, oggi i miei sogni sarebbero ancora ben chiusi in un cassetto». Isabella Zocchi, la giovane stilista che ha deciso di scalare l’Everest dell’alta moda, ha grinta. E talento da vendere. Se ne sono accorti per primi gli Artigiani di Varese e adesso, a distanza di un anno, anche gli addetti ai lavori. Nata e cresciuta a Samarate, 31 anni appena compiuti, Isabella ha deciso, finiti gli studi all’Istituto europeo di design di Milano e dopo aver lavorato per qualche anno per aziende orafe, che disegnare gioielli, borse, scarpe sarebbe stato il suo destino. E lo ha seguito con pervicacia, avendo ben chiaro che avrebbe usato materiale pregiati e che mai e poi mai avrebbe bussato alle porte di laboratori cinesi.
Unico, non insignificante, scoglio: i soldi. Poi ha letto del concorso dell’Associazione Artigiani “Adotta un nuovo imprenditore” dove era possibile accedere, per la costituzione di nuove imprese, ad un finanziamento garantito all’80% fino ad un massimo di 150.000, 00 euro a tasso zero per il primo anno di ammortamento. E si è buttata: il suo progetto è arrivato tra i sei scelti dal comitato valutatore.
«E’ stato il punto di svolta – racconta oggi Isabella Zocchi – e non perché ho potuto finalmente contare su un gruzzolo consistente, ma perché qualcuno aveva creduto in me, nel mio progetto. Persone autorevoli che si occupano di “commercio” da sempre come gli Artigiani, hanno valutato che sulla mia idea ci si potesse investire. Un’iniezione di fiducia che nessuno, prima, mi aveva dato».
E che, purtroppo non si è ripetuta. Come spiega ancora Isabella Zocchi: «Ho provato a cercare altri concorsi destinati a giovani imprenditori, ma sono rimasta imbrigliata nella burocrazia. Tutti chiedono che le spese vengano anticipate dai candidati, vogliono che si seguano corsi su come si organizza e si gestisce un’impresa, ci sono graduatorie e punteggi rigidissimi. Vale per tutti i concorsi, nazionali e Lombardi. E alla fine le pastoie burocratiche rallentano, intralciano frenano ogni entusiasmo. Non è stato così con quello dell’Associazione Artigiani».
Eppure non si fa che parlare del sostegno ai nuovi imprenditori, alle piccole aziende, traino dell’economia del Paese e soprattutto del Nord.
«Ma la realtà è un’altra – dice ancora Zocchi – dobbiamo fare affidamento sulle nostre forze e sulla nostra capacità imprenditoriale». E così ha fatto la giovane stilista samaratese: ha preso i suoi “gioielli di creatività” li ha messi in valigia ed è andata a Milano.
«Per la prima volta ho mostrato la mia collezione di accessori alta moda Primavera Estate 2008 allo “Spaziocossadue” a Milano poco prima di Mipel e Micam, la settimana della moda. Ho organizzato tutto io con i miei due soci, ovvero mio fratello e mio padre, e mie due giovani collaboratori. E’ stato faticoso, ma la soddisfazione è stata davvero grande: tutti, giornalisti, stilisti esperti del settore, hanno mostrato di
apprezzare i miei prodotti. Lo so, io punto ad un mercato particolare che è quello dell’alta moda: i miei prodotti sono fatti con materiale innovativo e costoso, confezionati in maniera artigianale. Per questo sono molto costosi ed è sempre per questa ragione che fino ad oggi il mercato che si è dimostrato più interessato è quello straniero. Ho lavorato molto con case di moda newyorkesi, ma per loro sono già “vecchia”: i loro stilisti hanno 20-25 anni al massimo».
Insomma, Isabella spera che ad accorgersi di lei siano soprattutto gli stilisti italiani: «La mia anima, il mio cuore sono qui in Italia, anzi in Lombardia. Io non voglio
collaborare in maniera stabile con le case di moda, vorrei solo conquistarmi uno spazio, dimostrare che le mie creazioni piacciono alle donne di classe che non vogliono prodotti realizzati all’estero, “di serie”». La strada da fare è ancora lunga e questo Isabella lo sa. L’energia non le manca. Un po’ di fiducia da parte di chi dovrebbe garantire coperture finanziarie, quella sì.


Lunedi 29 Ottobre 2007

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