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Rovera e il mercato che cambia

ROVERA_09I Fratelli Rovera – Maurizio 42 anni e Massimo 41 – dicono che con «Confartigianato Imprese Varese hanno scoperto un nuovo modo di fare impresa». E tre sono i risultati che Maurizio definisce «significativi: con il check-up aziendale abbiamo capito che dovevamo rimetterci in gioco, cambiare strategia aziendale e riformulare le nostre proposte e i nostri prodotti, con il Consorzio Cenpi risparmiamo sui costi dell’energia ma ci troviamo anche a nostro agio perché abbiamo sempre creduto nella cooperazione. Infine, con la rubrica “Impresa cerca Impresa” del mensile Artigiani Oggi abbiamo dato il via ad una collaborazione interessante con un’azienda di Dairago che produce fili elettrici».

Il circolo della conoscenza

Per Maurizio, di fronte alla crisi il peggiore “nemico” delle microimprese è «l’imprenditore stesso, perché capisce troppo tardi quando deve mettersi in discussione». Poi, le fiere per l’artigianato: «alcune troppo incomplete e troppo onerose. La microimpresa ha bisogno di una Fiera delle Lavorazioni dove si valorizza l’azienda ma anche coloro che ci lavorano. Non penso sia così importante partecipare a manifestazioni dove l’unico obiettivo sia quello di “fare cassa”. Penso, invece, sia vantaggioso sostenere “ciò che si fa” dando peso anche a “come lo si fa”». Da qui nasce il “circolo della conoscenza”, perché è proprio attraverso i saperi che la famiglia Rovera ha potuto “riconvertire” parte della produzione e dare sfogo alla sua versatilità.

La storia (pipe, automotive, grandi marche)

Riconvertire ed ampliare, per Maurizio sono due punti fermi nel discorso: «Il nonno Massimo produceva pipe, ma a farlo erano in dodici fratelli: una dinastia tra Oltrona al Lago e Groppello. Mio padre Mauro proseguì ma per poco, perché negli anni Sessanta arrivarono le “bionde” ed un modo di fumare spiccio e nervoso».

Così l’attività si estese all’oggettistica di qualità, che ancora oggi segna il passo dell’impresa di Gavirate: a corredo della pipa (legni pregiati, dalla radica all’ebano, mogano e palissandro, per Savinelli), per il settore moda (soprattutto bottoni, realizzati anche per Paul & Shark), quello della cosmetica (i pennelli da barba per Omega) e l’automotive (alcune verniciature particolari per Nardi Personal). Una produzione conto terzi che va ad accontentare anche le grandi imprese che lavorano per Fiat, Alfa Romeo, Audi, Mercedes. A tal punto che ormai la verniciatura interessa il 60% dell’attività e si vorrebbe potesse raggiungere il 100%.

Check-up e innovazione

L’innovazione, che seppur piccola sempre innovazione è, interessa da anni i Rovera: «Il check-up aziendale ha sottolineato l’importanza di trasformarsi e integrare la realizzazione di prodotti con alta percentuale hand-made con l’ingegnerizzazione degli articoli. Ci hanno consigliato, insomma, di “vendere” le nostre professionalità e le nostre conoscenze.

Il check-up ha evidenziato una struttura imprenditoriale ben strutturata e con un buon know-how, quindi perché non provarci?». Da qui la decisione di abbinare la realizzazione allo studio del prodotto (le linee, anche con progetti in 3D e CNC) in un percorso di affiancamento dei clienti.

Prodotti customizzati

Non si tratta di consulenza, ma di collaborazione su una miriade di micro commesse, perché la radica non è più il core-business dei Rovera (in tal senso lo era ancora quindici anni fa) e perché chi apprezza la qualità («intesa anche come lusso», dice Maurizio) è scomparso negli anni. «Oggi se non c’è qualità non importa, eppure noi abbiamo deciso di concentrarci sul prodotto customizzato e di nicchia: con realismo sappiamo che non avremo mai ampi margini di manovra e di ricavo, ma questo ci permette di andare avanti e reagire alla recessione. Siamo in grado di operare su tutto, anche nel campo musicale: dalle chitarre (piccoli pezzi per tirare le corde) agli organi (per i Mascioni di Cuvio; 54 sono le canne a forma di clarino realizzate dai Rovera e inserite nello strumento di S. Nicola L’Arena in Calabria) Un’impresa come la nostra, per vivere giorni tranquilli, dovrebbe girare sui 200mila euro di fatturato annuo. Da tre anni siamo in perdita e con buona parte del patrimonio familiare investito in azienda: scommettiamo sul quotidiano».

La verniciatura

Maurizio e Massimo, però, sono in grado di eseguire lavorazioni manuali, semiautomatiche ed automatiche con scioltezza e rapidità. «Noi iniziamo a lavorare dove finisce il falegname. – sottolinea Maurizio – Il nostro mondo è fatto di particolari, e dal 2000 ci dedichiamo anche alle verniciature particolari per la Fiat Stilo, i cruscotti, i pomelli e le mascherine della cuffia del cambio, le medaglie dei pannelli, gli archi, i bottoni dei Montgomery. Con le vernici possiamo creare sensazioni uniche passando da quella camaleontica (l’oggetto cambia colore con l’esposizione alla luce) alla soft-touch (effetto pelle di pesca), dalla satinata al gommato. Ma ciò che manca, nell’imprenditoria e nel mercato, è quello swing che dovrebbe convincere molti a tutelare veramente il Made in Italy e il Made in Varese. Grossisti e produttori, insieme, nel sostenere il nostro mercato e a rinunciare alla Cina, perché il rapporto con l’Italia è di 1 a 9: non c’è soluzione perché non c’è concorrenza leale».

Le qualità dei Rovera

«Siamo flessibili, in grado di “fare il poco e il tanto”, versatili nel proporre e nell’accettare». Maurizio non ha alcun dubbio riguardo le virtù che un microimprenditore dovrebbe possedere per contrastare le difficoltà: «Soprattutto puntualità nelle consegne, perché quando si lavora per grandi case non si può lasciare ferma la catena di montaggio neppure per un minuto. Inoltre, qualità e fantasia, coraggio (vorremmo pensare ad un marchio tutto nostro da abbinare a quello della casa produttrice), brevetti (i costi per ottenerli sono troppo alti, ma alle micro e piccole imprese interessano) e problem-solving, perché è questo che facciamo per alcuni nostri clienti. Se mancano le idee, interveniamo prontamente: dal disegno al prodotto finale. Questa è la nostra forza».


FRATELLI ROVERA MASSIO & MAURIZIO SNC
Via Unione, 5
21026 – Gavirate
Tel. 0332 743454

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