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L’Arca: un mattone per le donne

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Emanuela Sartini, Presidente della Cooperativa L’Arca

Settanta utenti, 28 collaboratori, 58 famiglie che usufruiscono dei tanti servizi di una fra le strutture più grosse della provincia di Varese: l’Arca Laboratorio-Scuola Società Cooperativa Sociale onlus. Nel Cda: Emanuela Sartini (presidente), Maria Adele Tunesi (vicepresidente), Lisa Mondin, Sara Evangelista e Raffaella Pessina.
Al presidente il compito di dirci quanto sia difficile tra un catering e un mattone.

Cucina e casa: quella di Marina. Di cosa si tratta?

Da poco più di anno proponiamo un servizio catering, attività bella ma faticosa perché ci affidiamo solo alle nostre forze. I due posti di lavoro creati in cucina sono il frutto di questo nostro nuovo impegno ed è un’attività con la quale vogliamo comunicare un’immagine positiva e piacevole. Per battesimi, compleanni, ricevimenti. La Casa di Marina, invece, si lega al progetto “Mattone sociale”. Nel 2008 la Regione Lombardia ha dettato alcune regole e chiesto anche alle cooperative di dotarsi di una struttura in grado di rispondere a requisiti strutturali precisi.

Per non chiudere abbiamo dato il via al “Mattone sociale”: una raccolta fondi che va dai 50 ai 500 euro. Organizziamo eventi dove il biglietto è sostituito da un mattone.

Cioè?

Abbiamo acquistato un terreno sul quale, entro il 31 maggio 2013, costruiremo la nostra nuova sede – la Casa di Marina – in linea con le norme regionali. La posa della prima pietra sarà fatta da mattoni autografati da tutti coloro che hanno deciso di darci una mano. Perché si tratta di un progetto partecipato dove tutti hanno bisogno di tutti.

Una casa anche per la conciliazione?

Nella nuova sede realizzeremo due piccoli appartamenti per mamme in difficoltà con bimbi piccoli. Da sempre poniamo particolare attenzione al problema della conciliazione famiglia-lavoro: non sempre ci si rende conto di quanto possa essere difficile per una donna seguire entrambi. E’ un piccolo passo, ma alla figura femminile e alle sue esigenze daremo sempre priorità.

Tre imprenditrici a capo di una realtà che “costruisce” il bene: essere donne facilita il lavoro?

Per quanto riguarda le relazioni, sì. Nelle assunzioni di responsabilità, meno. I posti dirigenziali – per esempio la presidenza – sono occupati da figure maschili: anche nelle cooperative.

A capo di una cooperativa sociale funziona meglio il sesso debole?

Le sensibilità sono diverse e sono certa del fatto che le donne funzionano meglio. Però l’equità sarebbe la via più giusta: figure femminili e maschili evitano sbilanciamenti.

Meglio le “quote” o “arrivare” per capacità?

Le capacità sono fondamentali: meglio arrivare con quanto si riesce a mettere in gioco.

Preparazione, motivazione, passione. Cosa distingue questa struttura dalle altre?

Ci caratterizza la capacità al cambiamento, anche in tempi rapidi e veloci. Siamo abituati a trasformarci secondo quanto ci è chiesto dai tempi e dall’utenza.

L’Arca è associata a Confartigianato Varese: vi sentite artigiani?

L’artigiano costruisce, realizza e produce con grande rispetto al prodotto finale. Si vive un coinvolgimento diretto, a maggior ragione in una cooperativa dove l’obiettivo è il benessere delle persone. Vivere e lavorare da artigiani è un valore aggiunto a ciò che si fa.

Quali le maggiori soddisfazioni?

La credibilità ottenuta con la nostra professionalità.

Anche contro la crisi?

Viviamo la crisi in modo indiretto, ma c’é. Le rette della cooperativa sono pagate, per la maggior parte, dai comuni. E se il comune non ha fondi, il problema ci riguarda. Però lavoriamo nella “rete” e cerchiamo di gestire anche la lunga lista d’attesa di coloro che vorrebbero entrare all’Arca. Ovviamente, ci vengono presentate situazioni complesse alle quali dobbiamo dare soluzioni pronte e mirate.

E le famiglie?

Alcune sono coinvolte direttamente, ci chiedono di poter fruire dei servizi della cooperativa, vivono situazioni preoccupanti. La crisi economica ha generato un effetto collaterale spiacevole – l’aumento di adulti con problemi psicologici – così ad oggi contiamo utenti dai 16 anni ai 54 anni di età.

Una giornata-tipo all’Arca?

Accoglienza, avvio delle attività – all’interno e al di fuori della cooperativa – e riordino. Puntiamo molto sull’autonomia, su attività stimolanti e sui laboratori: dalla bijotteria alla psicomotricità. Poi, una cucina interna assicura il coinvolgimento dei ragazzi anche nella preparazione del pranzo.

L’80% dei vostri collaboratori è composto da donne: perché?

Il lavoro di tipo educativo è simile a quello dell’insegnamento: richiede una parte di cura nella quale la donna è più adatta. Gli uomini non traggono grande soddisfazione da queste attività: però, se ne sente il bisogno, come l’aria che si respira.

Utopisti o realisti?

Dipende: quando litigo con la banca per un mutuo penso di essere utopista. Poi mi rendo conto che non è così: l’Arca esiste dal 1985, ha superato tantissimi problemi, ce l’ha sempre fatta. Si pone obiettivi veri con persone che da sole non ce la potrebbero mai fare: sì, siamo realisti.


L’ARCA LABORATORIO
SCUOLA SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

Via XXV Aprile, 12
21010 – Cardano al Campo
info@arcacasadimaria.org
www.arcacasadimarina.org

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