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Scuola: la parola alle imprese

Rocco Dabraio, Impianti elettrici Dabraio Snc, e Claudio Sinigaglia della Falegnameria Sinigaglia C. sas, sono giovani e animati da quella passione tipica degli imprenditori che si costruiscono il loro futuro. E pensano che tutti lo possano fare. Allora, ai ragazzi delle medie inferiori hanno detto che “fare l’artigiano è possibile anche in una situazione difficile come quella di oggi”. Cosa serve? “Studiate, perché l’integrazione di un laureato nelle piccole imprese è sempre più praticata. Le aziende artigiane ormai sono tecnologiche e necessitano di personale ben qualificato. La richiesta di artigianato – come dipendente o come imprenditore – esiste ed è concreta. Quindi, che voi vogliate fare il ciabattino, l’elettricista o il progettista, non dimenticare mai di aggiornarvi e tenervi pronti per il futuro”. Perché le sfide non bussano mai alla porta.

Alfredo Della Valle, del Centro di Terapia del Piede, è nato calzolaio ma da anni è specializzato in plantari ortopedici. Dice, ai ragazzi, di “non essere pessimisti, perché essere imprenditore è uno stato mentale. L’imprenditore avverte la paura quando si tratta di provare, ma non ne ha abbastanza per poter rinunciare alla sua avventura. Ragionare, progettare, costruire e creare: questa è una delle massime aspirazioni che un uomo possa avere”. Sono le aspirazioni vissute da un giovane ragazzo sempre al fianco del padre in bottega: inizia così, Alfredo, la sua vita da imprenditore. Modella, tratta i prezzi, si rapporta con i clienti che discutono la qualità del lavoro. E non ha mai smesso di studiare, perché “la preparazione”, dice ai ragazzi, “fa la differenza”.

Mario Braga, che a 25 anni realizza il sogno della sua vita fondando l’Ambassador’s Style nel settore tessile, è l’imprenditore con la valigia. Ha viaggiato in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Sudafrica, con i suoi tendaggi. Parlare agli alunni delle classi terze della scuola media, è un’esperienza avvincente. Per Braga, la preparazione e la professionalità sono sempre grandi valori: “Ogni imprenditore ha avuto il suo momento e i suoi problemi: non pensate che la crisi di oggi sia un’eccezione. Ma per chi ci sa fare, il mercato non pone limiti”. Poi: “Non vergognatevi mai delle scelte fatte, se imbianchino o meccanico, perché le abilità personali – e le vostre conoscenze – vi distingueranno sempre nel mercato del lavoro”.

Gianni Cleopazzo, della Sartoria Vergallo, colpisce i ragazzi con il mito del viaggio. Perché lui, classificato semplicemente come “sarto”, ha sposato l’altissima qualità del manufatto all’assoluta disponibilità nei confronti del cliente. Così, quando si tratta di provare un abito Gianni prende l’areo e atterra a Londra, Parigi, Berlino. I ragazzi, chiedono: “Ma a fare il sarto quanto si guadagna?”. Dipende. “Perché alla Sartoria Vergallo – ha detto Gianni – ci sono dipendenti da 800 € al mese e altri da qualche migliaio di euro. La differenza, fatta sempre da professionalità e preparazione, sta nella meritocrazia. Oggi il lavoro lo si cerca dove c’è più richiesta e non è più stanziale ma dinamico”. Ragazzi, preparatevi!

Giovanni Tropeano, della New Fashion Acconciature e Benessere, è un imprenditore al di fuori del comune. Sottolinea ai ragazzi, e ne va fiero, che “ciò che è oggi lo deve al garzonismo: apprendistato, umiltà, voglia di fare. Vivere lo stage con fiducia e positività, perché non si tratta di sfruttamento della manodopera ma di un’opportunità per poter crescere e dimostrare quanto si vale”. Mai arrendersi, se veramente si desidera un lavoro nel quale si crede. Quindi, “farsi avanti e bussare la porta a qualunque impresa, perché ci possono essere spazi importanti proprio dove uno non se li aspetta”. Tropeano ha continuato a studiare, e in poco tempo (Giovanni ha 39 anni), ha incrementato l’attività garantendo al cliente una cura a trecentosessanta gradi. Grande la curiosità da parte dei ragazzi, sfociata nella fatidica frase: “Sarebbe disposto ad assumermi?”.

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