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Apprendistato: quali vantaggi per giovani e imprese

Capitale tecnico, finanziario ma – soprattutto – capitale umano. E’ su quest’ultimo che va la grande attenzione della piccola impresa. Ed è da qui che ha preso il via la tavola rotonda di lunedì 12, a Malpensafiere, con Michele Tiraboschi (giuslavorista), Davide Galli (presidente di Confartigianato Varese), Emmanuele Massagli (presidente di ADAPT, società fondata da Marco Biagi nel 2000 e specializzata in progetti internazionali legati alla formazione dei giovani e diritto del lavoro), Gerardo Larghi (segretario provinciale Cisl) e Giulio Di Martino (Ufficio Studi Confartigianato Varese) con l’analisi del mercato del lavoro nella nostra provincia.

Dati che sono stati validati da alcuni imprenditori soci di Confartigianato Varese intervistati sul tema (i vantaggi e gli svantaggi dell’apprendistato).

Matteo Inzaghi, moderatore dell’incontro, ha incalzato i quattro relatori.

Cosa è la flessibilità?
“Il mercato è sempre figlio dei suoi tempi”, ha detto Galli.Le imprese chiedono flessibilità perché è questo che vuole il mercato di oggi, dove tutto si muove in fretta. Chiariamo però una cosa: gli imprenditori si tengono ben stretti i collaboratori validi e assumono i giovani se dimostrano di avere professionalità e talento. Magari anche indebitandosi o rinunciando agli investimenti, perché idee e innovazione arrivano dall’uomo, non dalle macchine”.

Gli fanno eco Massagli e Larghi: “Oggi bisogna sapersi adattare ai mutamenti della realtà, ed è per questo che l’apprendistato è da considerarsi uno strumento moderno che – proprio come chiede la UE – garantisce formazione e, di conseguenza, occupabilità”. “Ormai è cambiato il modo di fare impresa e di lavorare”, ha chiuso Tiraboschi, “è per questo che flessibilità e adattabilità devono essere valutate caso per caso e secondo dati. Serve, senza dubbio, una flessibilità di sistema e dobbiamo insistere sul concetto di buon maestro artigiano, che mentre insegna si forma. E se un giorno l’apprendista se ne dovesse andare, l’imprenditore sa di aver imparato dalla sua stessa esperienza e di essere migliorato nel fare impresa”.

Le interviste ai relatori della Tavola rotonda.

Esiste una via maestra da seguire per usare bene l’apprendistato?
Il modello tedesco funziona. Solo dal 2011 ad oggi, però, abbiamo avuto 10 interventi legislativi sull’apprendistato, ma ben vengano le tante forme di questo strumento che appartiene per storia e vocazione all’artigianato. L’importante è farsi consigliare e guidare dalla propria associazione”, ha incalzato Tiraboschi.

La proposta della serata arriva da Larghi della Cisl: “Perché non lavoriamo tutti insieme su un contratto provinciale o territoriale? Il mercato del lavoro non lo facciamo ripartire con l’ennesima legge o riforma”. A raccogliere l’invito è il presidente Galli che, dice, “trasmettere i saperi è una cosa e insegnare un’altra, ma all’artigiano è sempre piaciuto il rapporto tra ciò che sa fare e quello che sa trasmettere. E’ questo il segreto dell’apprendistato: formare il giovane sulle esigenze delle imprese, pensando però al suo futuro professionale”.

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