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Ambiente ed energia: le novità della legge 116/14 (Dl Competitività)

lavoro_impresa_Le novità sull’ambiente e l’energia contenute nella Legge 116/14 di conversione del decreto 91/14 (Decreto Competitività, in vigore dal 21 agosto 2014) sono molte e spaziano dalla conferma del Sistri e altre disposizioni in materia di gestione e recupero e classificazione dei rifiuti, scarichi, efficienza energetica, imballaggi, incentivi al fotovoltaico, riduzione costi delle bollette elettriche.

Riassumiamo le principali novità (in ordine alfabetico).

Albo gestori ambientali 

Come già preannunciato è entrato in vigore dal 7 settembre 2014 il nuovo regolamento sul funzionamento dell’Albo Gestori ambientali (Dm 3 giugno 2014, n. 120).
La riscrittura delle categorie di iscrizione all’Albo e l’obbligo di aggiornamento per il responsabile tecnico sono alcune delle novità previste dal nuovo regolamento che abolisce quindi, dalla medesima data di decorrenza, quello precedente (Dm Ambiente 28 aprile 1998, n. 406).
Per semplificare e velocizzare le procedure di iscrizione, variazione e rinnovo è prevista la trasmissione in via telematica della documentazione.
Anche per la variazione per incremento della dotazione dei veicoli, le imprese, ai fini dell’immediata utilizzazione dei veicoli stessi, non avranno più l’obbligo di perizia giurata sulla idoneità dei mezzi di trasporto in relazione ai tipi di rifiuti da trasportare ma basterà l’attestazione redatta dal responsabile tecnico.
Le variazioni anagrafiche effettuate al Registro delle imprese della Camera di Commercio non dovranno essere comunicate anche alla sezione regionale dell’Albo Gestori che le acquisirà d’ufficio per via telematica entro 30 giorni.

Per tutte le domande di iscrizione/variazione rivolgersi presso gli Assistenti di impresa presso tutte le nostre sedi.

Amianto

L’utilizzo delle risorse destinate alla bonifica dei siti di interesse nazionale viene esteso alle bonifiche dei beni contenenti amianto.

Combustione sfalci e potature

Il reato di combustione illecita di rifiuti, e quello di gestione illecita di rifiuti ai sensi dell’articolo 256,  non si applicano al materiale agricolo e forestale derivanti da sfalci, potature o ripuliture in loco, nel caso di combustione “in loco” delle stesse.
La combustione è consentita, in piccoli cumuli, per quantità non superiori a 3 metri steri per ettaro al giorno, nei periodi e nelle aree individuate dalle apposite ordinanze sindacali.
Nei periodi di massimo rischio incendio, dichiarati dalla Regioni, permane il divieto assoluto di abbruciamento. Inoltre:

  • le attività di raggruppamento e abbruciamento, effettuate nel luogo di produzione dei materiali vegetali (vedi art. 185, comma 1, lettera f), non costituiscono attività di gestione dei rifiuti, bensì “normali pratiche agricole” consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti;
  • i sindaci non devono più individuare i periodi in cui sono consentite le combustioni, ma ai Comuni e amministrazioni competenti in materia ambientale, viene concessa la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione di tali materiali, in caso di sfavorevoli condizioni “meteorologiche, climatiche o ambientali” e di possibili rischi per la incolumità pubblica e privata e la salute umana, con particolare riferimento al superamento dei livelli annuali delle polveri sottili (Pm10). 

Emissioni in atmosfera

Le domande di autorizzazione delle emissioni in atmosfera presentate tra il 1/1/2010 e il 31/12/2012 dovranno essere rinnovate entro il 31/12/2014.
Per non arrivare all’ultimo momento, si consiglia di contattare al più presto il Servizio Ambiente (tel. 0332 256252).

Energia

  • Efficienza energetica edifici pubblici – Finanziamenti
    Sono previsti 350 milioni di euro dal Fondo Kyoto per finanziare interventi di efficientamento energetico di edifici scolastici e universitari (inclusi anche gli asili nido) sulla base di una diagnosi energetica dell’edificio accompagnata da attestato di prestazione energetica ai sensi della normativa vigente.
    – Gli interventi devono migliorare l’efficienza energetica dell’edificio di almeno due classi in 3 anni.
    – Durata del finanziamento: ventennale (o decennale nel caso di solo audit energetico).
    – Importo massimo concedibile: 30.000 euro ad edificio per audit e diagnosi energetica, 1.000.000 euro (se finanziati solo impianti), 2.000.000 ( se impianti e riqualificazione dell’intero edificio compreso l’involucro). Il miglioramento energetico va certificato da un professionista.
  • Impianti termici civili – Libretto e caratteristiche tecniche
    La norma fissa un termine all’adempimento relativo all’integrazione del libretto di centrale per gli impianti termici civili di potenza termina nominale superiore al valore di soglia (articolo 284, comma 2, “Codice ambientale”), che deve essere portato a compimento entro il 25 dicembre 2014 (6 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento).
    Gli impianti di potenza termica nominale superiore al valore di soglia devono rispettare le caratteristiche tecniche pertinenti al tipo di combustibile utilizzato.
    Gli impianti termici civili autorizzati ai sensi del Titolo I, Parte V, “Codice ambientale” che dopo l’entrata in vigore della legge ricadono nel Titolo II (Impianti termici) devono essere adeguati alle disposizioni del citato Titolo II entro il 1° settembre 2017 purché sui terminali vengano installati valvole termostatiche, ripartitori di calore o generatori con celle a combustibile con efficienza elettrica superiore al 48%.
    Fermo restando che la dichiarazione di conformità sono conservate presso la sede dell’interessato ed esibite a richiesta dell’Amministrazione, salvo gli obblighi di comunicazione all’Autorità competente previsti dall’articolo 284, “Codice ambientale”.
  • Incentivi al fotovoltaico e impianti a rinnovabili
    Dal secondo semestre 2014, il Gse eroga l’incentivo agli impianti fotovoltaici beneficiari dei Conti energia in rate mensili costanti pari al 90% della producibilità media annua di ogni impianto nell’anno solare di produzione con conguaglio entro il 30 giugno dell’anno successivo.
    Dal 1° gennaio 2015 per impianti fotovoltaici di potenza nominale sopra i 200 kW il titolare può scegliere, comunicandolo al Gse entro il 30 novembre 2014, le seguenti opzioni:
    1) tariffa erogata per 24 anni (al posto dei previsti 20 anni), ma ricalcolata secondo le percentuali di riduzione indicate nell’allegato 2 della legge;
    2) tariffa ferma per 20 anni ma rimodulata al ribasso per un primo periodo di fruizione e poi incrementata in uguale misura per un secondo periodo. NB. Le percentuali di rimodulazione saranno definite con Dm Sviluppo economico;
    3) tariffa sempre ferma per 20 anni ma riduzione “secca” del 6% (impianti sopra 200 e fino a 500 kW) del 7% (impianti sopra 500 e fino a 900 kW) o del 8% (impianti sopra i 900 kW.Se il titolare dell’impianto non sceglie scatta la riduzione “secca”.Le novità.
    – I beneficiari di incentivi da rinnovabili (non solo FV) possono cedere una quota di detti incentivi (fino all’80%) a un acquirente selezionato tra i principali operatori finanziari europei.
    – Sugli incentivi acquistati, a decorrere dal momento della cessione non si applicano le norme sulla rimodulazione viste sopra.
    – Ogni anno l’Authority per l’energia o il Gse possono esercitare il diritto di “comprare” dal soggetto finanziatore gli incentivi che ha acquistato.
    – Sparisce lo sconto per i dipendenti del settore elettrico.
    – Per gli impianti a fonti rinnovabili per i quali è prevista la comunicazione al Comune (articolo 6, comma 11, Dlgs 28/2011), viene predisposto un unico modello che sostituirà dal 1° ottobre 2014 quello adottato dai Comuni.
    – Le dichiarazioni previste sono rese in autocertificazione.
    – Altri tipi di documenti da allegare potranno essere richiesti c/o Sportello unico per l’edilizia che li acquisirà d’ufficio.
    – Semplice comunicazione al Comune anche per quelle installazioni di impianti a fonti rinnovabili su edifici in area non vincolata e con caratteristiche tecniche di installazione di cui all’articolo 11, comma 3, Dlgs 115/2008: possono essere realizzate solo con comunicazione al Comune senza aggiunta di altra documentazione.
  • Riduzione bollette elettriche a favore delle imprese
    Destinazione degli oneri ricavati dalle misure previste a favore dei clienti di energia elettrica in media e bassa tensione di potenza impegnata non inferiore a 16,5 kW
    e diversi dai clienti residenziali. Si parla però ora di “potenza disponibile superiore a 16,5 kW”.
    Da gennaio 2015 sono ridefiniti i corrispettivi tariffari dell’energia elettrica con il solo riferimento al consumo effettivo di energia dei clienti finali. Definite anche le modalità di applicazione dei corrispettivi ai sistemi efficienti di utenza (Seu) in esercizio dopo il 31 dicembre 2014 e alle reti interne di utenza (Riu) in esercizio entro il 31 dicembre 2014. La disciplina non si applica agli impianti a fonti rinnovabili in regime di scambio sul posto sotto i 20 kW. Il Legislatore dà mandato all’Authority dell’energia a riscrivere la disciplina dello scambio sul posto.Il provvedimento accoglie le richieste di Confartigianato  e consente ad oltre 400.000 utenze in più rispetto a prima (81% dell’artigianato manifatturiero con dipendenti), di usufruire degli sconti in bolletta. Risparmi che Confartigianato, con il gruppo di acquisto Cenpi, assicura già alle oltre 8.000 imprese che beneficiano di vantaggi su elettricità e gas. Per tutte le informazioni sul risparmio dell’energia Servizio Energia – Cenpi (tel. 0332 256350)

Imballaggi in legno

Obbligo di autorizzazione rilasciata dai Servizi fitosanitari regionali per chi commercializza imballaggi con il marchio Ispm 15 della Fao (International Standards for Phytosanitary Measures n. 15)
Il Marchio sugli imballaggi trattati in Unione Europea avrà la sola sigla HT, poichè il trattamento di fumigazione con l’impiego di bromuro di metile (MB) è vietato in UE da marzo 2010.

Qui per l’ultimo aggiornamento 2013 ISPM 15 e per conoscere quali paesi hanno sottoscritto il contenuto dello Standard (anche se non è detto che abbiano già provveduto ad introdurlo nelle proprie regolamentazioni nazionali e ad applicarlo).
Per es. per la circolazione INTRA-UE non è obbligatorio l’utilizzo di imballaggi marchiati e trattati secondo lo standard ISPM n. 15, esclusi quelli provenienti dal Portogallo.

Oli usati

Obbligo di tenere costantemente separati, gli oli usati da destinare a processi di trattamento diversi (secondo le priorità stabilite dal “Codice ambientale”), durante il deposito temporaneo e le fasi successive di gestione degli oli usati. Precisate alcune condizioni di deroga.
Esteso il campo di applicazione del divieto di miscelare gli oli usati con altri tipi di rifiuti o di sostanze, non più limitato ai soli oli “minerali”.
Viene introdotta “la deroga” all’articolo 187 a condizione che vengano rispettati i principi generali della disciplina in materia di rifiuti e che la miscelazione sia effettuata da impresa autorizzata e che l’operazione sia conforme alle migliori tecniche disponibili. L’art. 187 del Dlgs.152/06 riguarda il “Divieto di miscelazione di rifiuti pericolosi” sia nelle fasi di deposito temporaneo, raccolta e trasporto. Per gli oli usati vi sono specifiche norme che consentono la miscelazione qualora diverse tipologie di oli usati siano comunque destinate al medesimo processo di trattamento (art. 216-bis, comma 2) o che, pur se destinati a processi di trattamento diversi fra loro (rigenerazione, recupero energetico e smaltimento) non possono tecnicamente essere tenuti separati.

Il divieto di miscelazione è finalizzato ad evitare in primis che mediante diluizioni non consentite si possa de-classificare artificialmente un rifiuto da pericoloso a non pericoloso e in secondo luogo a facilitare il recupero che in presenza di rifiuti miscelati e con natura diversa diventerebbe assai più costoso e tecnicamente complicato.
Per gli oli usati però esiste una particolarità: anche se miscelati tra loro continuano ad essere rifiuti pericolosi; la miscelazione è inoltre permessa ove sia funzionale al recupero.

Ozono – Disciplina sanzionatoria

Differito di nove mesi il termine ultimo (scaduto il 12 aprile 2014) per i detentori che devono eliminare le “sostanze controllate” contenute  nei sistemi antincendio.
Per dilazionare fino al 12 gennaio 2015, si dovrà  effettuare un’apposita comunicazione al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo economico entro il 30 settembre 2014. 

Pneumatici fuori uso (PFU)

Novità per il Contributo ambientale per la gestione degli Pfu:
a) viene assoggettato ex lege ad Iva;
b) il contributo deve essere “riportato” nelle fatture “in modo chiaro e distinto” (già oggi in realtà si prevedeva che il contributo a carico degli utenti finali debba essere “indicato” in fattura); i rivenditori delle successive fasi di commercializzazione, sempre secondo le nuove previsioni, devono “indicare in modo chiaro e distinto in fattura il contributo pagato all’atto dell’acquisto dello stesso”;
c) come riferimento vale la data di immissione del pneumatico nel mercato nazionale del ricambio per l’applicazione del contributo da parte di produttori e importatori; il contributo rimane poi invariato in tutte le successive fasi di vendita.

Polietilene

Riscritto il comma 2, articolo 234, “Codice ambientale” * sul consorzio dei beni in polietilene (es. Polieco).
La norma precisa che sono “beni in polietilene”, i beni composti interamente da polietilene individuati con Dm Ambiente.
In fase di prima attuazione finché non viene emanato il citato Dm, per beni in polietilene si intendono i teli e le reti ad uso agricolo quali i film per copertura di serre e tunnel, film per lo copertura di vigneti e frutteti, film per pacciamatura, film per insilaggio, film per la protezione di attrezzi e prodotti agricoli, film per pollai, le reti ombreggianti, di copertura e di protezione.

Per “bene in polietilene” si intende quello composto interamente da polietilene, escludendo quindi i manufatti contenenti solo in parte tale polimero sintetico. I beni in polietilene sono individuati dal Ministero dell’Ambiente con apposito decreto che viene aggiornato ogni 3 anni.

Raee e Sistemi collettivi

L’adesione ai sistemi collettivi per la gestione dei Raee è libera e non può essere ostacolata la fuoriuscita da un consorzio per aderire a un altro.
I contratti stipulati dai sistemi collettivi per la gestione dei Raee sono in forma scritta a pena di nullità.
Ogni sistema collettivo deve dimostrare al Comitato di vigilanza sui Raee, prima di iniziare l’attività o entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Ddl, di avere una capacità finanziaria minima proporzionale ai Raee da gestire e la presenza dell’organismo di vigilanza ai sensi del Dlgs 231/2001 (responsabilità amministrativa delle imprese per reato di manager e dipendenti). Ogni sistema collettivo deve rappresentare una quota di mercato di Aee immessa complessivamente sul mercato nell’anno solare precedente dai produttori che lo costituiscono superiore almeno al 3%, in almeno un raggruppamento.

 Rifiuti

Classificazione
Dal 18 febbraio 2015 sono previste nuove istruzioni in merito all’allegato D (elenco dei rifiuti) della Parte IV del “Codice ambientale”.
1) la classificazione deve avvenire “in ogni caso prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione”;
2) se un rifiuto è classificato con codice Cer pericoloso “assoluto”, esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. In tale caso le proprietà di pericolo del rifiuto, definite da H1 ad H15, devono essere determinare al fine di procedere alla sua gestione;
3) se un rifiuto è classificato con codice Cer non pericoloso “assoluto”, esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione;
4) se un rifiuto è classificato con codici Cer speculari (uno pericoloso e uno non pericoloso), per stabilire se lo stesso è pericoloso o meno vanno determinate le proprietà di pericoloso che lo stesso possiede.

Le indagini da svolgere sono:
a) individuare i composti presenti nel rifiuto (attraverso scheda informativa, conoscenza del processo chimico, campionamento e analisi);
b) determinare i pericoli connessi (attraverso normativa, fonti informative e scheda di sicurezza dei prodotti);
c) stabilire se le concentrazioni dei composti comportino che il rifiuti presenti delle caratteristiche di pericolo (mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all’analisi chimica con il limite soglia per le fasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione di test per verificare se il rifiuto ha determinate caratteristiche di pericolo).
Ulteriori istruzioni sono poi previste per due ipotesi specifiche:
1) se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo aspecifico (e non sono perciò noti i composti specifiche che lo costituiscono), per individuare le caratteristiche di pericolo vanno presi a riferimento i “composti peggiori”;
2) quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità stabilite dai commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.

Procedure semplificate di recupero
Il trattamento in Italia di “specifiche tipologie di rifiuti” (i cosiddetti “end of waste” – cessazione della qualifica di rifiuto) che devono rispettare anche tutti i requisiti, i criteri e le prescrizioni dai regolamenti europei, con particolare riferimento a:
1) qualità e caratteristiche dei rifiuti;
2) condizioni di trattamento;
3) prescrizioni per salute e ambiente, compresi obblighi minimi di monitoraggio;
4) destinazione finale dei rifiuti che cessano di essere tali.

– Procedure semplificate per le materie prime secondarie per l’edilizia
Nelle opere che riguardano “recuperi ambientali, rilevati e sottofondi stradali, ferroviari e aeroportuali, nonché piazzali” è consentito – in attesa dei regolamenti “end of waste” comunitari o nazionali – utilizzare materie prime secondarie di cui al punto 7.1.4 dell”allegato 1, suballegato 1, Dm 5 febbraio 1998 (cioé “materie prime secondarie per l”edilizia con caratteristiche conformi all”allegato C della circolare del Ministero dell”ambiente e della tutela del territorio 15 luglio 2005, n. UL/2005/5205″) prodotte esclusivamente da rifiuti, acquisite o da acquisire da impianti autorizzati con procedura semplificata.

Sacchetti di plastica

Le sanzioni per chi commercializza sacchetti monouso non biodegradabili e compostabili o sacchetti riutilizzabili con spessori diversi da quelli previsti dalla legge, entrano subito in vigore (e non più decorsi 60 giorni dall’emanazione dei decreti “tecnici”).

SISTRI

Già si prevedeva che entro il 24 agosto 2014, si sarebbe dovuto procedere a semplificare il Sistri con priorità per:
1) applicazione interoperabilità;
2) sostituzione dei dispositivi token usb.
Nulla di sconvolgente quindi per l’ennesima proroga, dal 3 marzo al 31 dicembre 2014, del termine per l’approvazione del decreto di semplificazione del Sistri.
Più inquietante invece la proroga per la gestione del Sistri: si è stabilito infatti il termine finale di efficacia del contratto di affidamento al 31 dicembre 2015 e, entro il 30 giugno 2015, il Ministro dell’Ambiente avvierà gara di appalto per l’affidamento della concessione del servizio.

Riepilogando le scadenze Sistri ad oggi sono:

  • inizio regime sanzionatorio: dal 01/01/2015
  • scadenza contratto affidamento gestione SISTRI: 30/11/2014 ora prorogato al 31/12/2015
  • scadenza semplificazioni da introdurre: 31/12/2014

Appare ovvio che nelle sovrapposizioni di date individuare obblighi e certezze non è semplice, pure il conteggio del n. di dipendenti (maggiore o minore di 10) perché scatti l’obbligo di iscrizione a SISTRI e tutt’ora materia allo studio degli esperti.
In ogni caso, siamo quotidianamente in contatto con il tavolo ministeriale e gli avvenimenti che vengono discussi.

Per ogni informazione: contattare il Servizio Ambiente e Sicurezza 

ambiente@asarva.org
tel. 0332 256252 – 249 – 339 – 357

 

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