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Sweet Sins Bakery: i dolci peccati di Marta

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Il peccato, di qualunque natura sia, ha quasi sempre a che fare con il desiderio di libertà. Anche i “sweet sins”, i dolci peccati che Marta Vanoni sforna nel suo laboratorio artigianale di Gazzada, sono il risultato di una scelta di vita avvenuta tre anni fa, quando a 31 anni, nel pieno della crisi economica e con una brillante carriera di interprete nel mondo della moda, questa giovane decise che era venuto il momento di cambiare strada.

Marta, diventare un’artigiana era l’unico modo per sentirsi libera?

«Sono laureata in lingue e ho lavorato prima a Milano e poi a Lugano nel settore del lusso, in particolare nel packaging dei gioielli Bulgari. Parlando inglese, seguivo il mercato irlandese e cinese. Era un lavoro interessante ma troppo schematico e limitante per la mia parte creativa. Io avevo bisogno di mettere del mio in quello che facevo e solo questa scelta me lo consentiva».

Come è diventata una pasticcera?

«Io ho avuto una grande maestra: mia madre. Ho ereditato da lei, che è di origini siciliane, l’amore per la cucina. Poi, visto la particolarità dei miei dolci, ho iniziato a fare corsi con dei veri maestri come Francesco Favorito, per imparare il segreto del lievito a pasta madre, e poi masterclass in Inghilterra di cake design e decorazione con il mio idolo Peggy Porschen. La prospettiva di aprire un mio laboratorio mi ha dato tanta energia, perché nel frattempo continuavo a lavorare per mantenermi».

Chi le ha prestato i soldi per aprire il laboratorio?

«Questo è stato un grosso problema, perché nonostante avessi fatto il business plan in modo impeccabile, la banca mi chiedeva garanzie per tutto. Un vero controsenso: se chiedo i soldi è perché non ce li ho. In questa fase mi ha aiutato molto l’Associazione artigiani con il Confidi e la mia famiglia che hanno fatto da garanti».

L’impresa è ancora in una fase di avvio. Come vanno le cose?

«Vanno bene. Già dopo i primi sei mesi l’azienda si manteneva da sola, segno che il mercato, seppur di nicchia, c’era. Da qui a dire che ho uno stipendio ce ne passa, ma l’azienda è in attivo. Questo è un lavoro stagionale: si corre in inverno e si rallenta in estate. Se il fisco fosse meno esoso, un aiuto lo prenderei».

Voi fate torte decorate in pasta di zucchero, un prodotto particolare. Chi è il vostro cliente medio?

«È giovane, tra i 25 e i 35 anni, guarda la tv, dove spesso ci sono trasmissioni di cake designer, e per l’85% viene da fuori: Milano, Como, Lecco e anche dal Canton Ticino, più raramente da Gazzada e Varese. E spesso arriva nel mio laboratorio grazie alla rete, al sito internet e a Facebook».

Dove trova l’ispirazione per le sue decorazioni?

«Prima leggevo molti libri, oggi ho smesso e vado a visitare siti inglesi, australiani e americani. Molto spesso sono i clienti a suggerirmi un soggetto particolare, diciamo che la Peppa Pig è quella che va per la maggiore per i compleanni dei bambini. Io però amo le torte eleganti, con i fiori e decorazioni ricercate. Ci sono due o tre lavori di cui vado orgogliosa come la torta creata per la Whirlpool, in occasione di un evento dedicato a Google, i biscotti realizzati per il Festival del cinema di Locarno e i dolci per un evento di Sloggi».

Che cosa fa la differenza nei suoi dolci rispetto a quelli dei concorrenti?

«La cura del particolare e soprattutto delle materie prime. Io uso cioccolato belga di prima qualità, costa di più, ma la resa è ottima. E poi lavoro solo su ordinazione, quindi i miei dolci sono tutti freschi. Un giorno una cliente mi ha detto: “Non si offenda, ma era come se li avessi fatti io a casa”. Per me è stato un bel complimento».

Se tornasse indietro, cosa cambierebbe?

«Aprirei il laboratorio a Milano»


SWEET SINS BAKERY
Via Italia Libera n. 64
Gazzada Schianno
tel. 0332 870141
www.sweetsinsbakery.it
info@sweetsinsbakery.it
Facebook: Sweet Sins Bakery

Fonte: Michele Mancino – Varesenews

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