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Pasquale Fiuto, il meccanico itinerante e felice

meccanico-autoNella Napoli di Bellavista, raccontata dallo scrittore Luciano De Crescenzo, c’è anche un artigiano-filosofo che bada più alla qualità della vita e del lavoro che ai soldi. Fuori dalla sua officina c’è spesso appeso un cartello per informare i clienti che per quel giorno ha lavorato bene e guadagnato abbastanza, quanto basta per giustificare la saracinesca abbassata.
Pasquale Fiuto, ha 50 anni non abita a Napoli ma è un artigiano di Uboldo che, pur non avendo un’officina e una saracinesca da abbassare, ricorda un po’ il personaggio raccontato da Bellavista per il suo modo filosofico di intendere la vita e il lavoro, un mix di libertà, senso del dovere e amore per le cose ben fatte. Pasquale è infatti un meccanico itinerante, la sua officina ha quattro ruote ed è parcheggiata davanti a casa. Basta una chiamata e lui parte, qualsiasi sia il guasto e il motore da riparare.

Pasquale, perché ha fatto questa scelta?

«Premetto che io amo il mio lavoro e per molti anni ho lavorato come dipendente in Italia e in Svizzera, in concessionarie Fiat, Piaggio, Ford e Daf. Ho lavorato su ogni tipo di motore, anche su quelli delle Ferrari. La cosa però che non mi piaceva era avere il fiato sul collo. Un buon lavoro su un’auto richiede il giusto tempo, la fretta non aiuta. E quando parlo di giusto tempo, parlo anche di onestà nel far pagare una riparazione. Comunque, sono l’unico meccanico itinerante in Italia».

Si guadagna molto, visto che le sue spese sono solo gli spostamenti, il suo tempo e l’attrezzatura?
«La mia giornata inizia alle 6 di mattina e  spesso finisce quando è già buio da qualche ora. Insomma, c’è molto lavoro, ma di soldi ne girano pochi. Le persone fanno fatica a pagare però non mi lamento perché lavoro tutti i giorni e vivo bene. Bisogna stare un po’ attenti, è vero, perché i furbi che ci provano, non mancano mai. Comunque i miei clienti ritornano perché c’è un rapporto basato sulla fiducia».

A proposito di clienti, come fanno a conoscerla e da dove arrivano?
«Per me il vero marketing è il passaparola. I miei clienti sono di Varese, Milano, Sondrio, Clusone, Bergamo. L’elenco sarebbe lungo, ma non è questa la cosa importante. La mia azienda itinerante funziona perché io faccio il lavoro nel miglior modo possibile, macchina o camion che sia, do il meglio».

Come ha iniziato?

«A tredici anni sono andato con mio padre, che aveva un’impresa edile, a imbiancare un’autofficina a Cirimido. Ho iniziato lì perché il proprietario aveva capito che la mia era una vera passione per le auto e mi ha insegnato tutti i trucchi del mestiere con pazienza».

Che cosa l’affascina di un motore?

«Il primo che ho smontato era di una Fiat 127, soltanto che gli ho rimontato i pistoni al contrario. I motori sono sempre gli stessi, pistoni che salgono e scendono, ma c’è una logica e un’intrinseca bellezza che mi colpiscono. Fare il meccanico richiede quasi una vocazione, mi spiego. Se una rondellina è cromata e ha uno spessore, quando la si cambia, deve essere uguale. Ho passato notti intere sveglio a rimontare motori e mia moglie mi diceva che non recuperavo nemmeno i soldi della luce. Ma a lavoro finito, quell’ordine, quella logica danno una grande soddisfazione. I miei clienti rimangono colpiti dalla cura che ho per il particolare».

L’intervento più difficile che ha fatto?

«In un autogrill, c’era un pullman in panne: ho sfilato un pistone dal motore e l’ho cambiato al volo. Un bell’intervento, tutt’altro che facile. Alla fine il mezzo è ripartito».

Qual è la regola di un buon meccanico?
«Fare le cose con coscienza. Ad esempio, io potrei andare da uno sfasciacarrozze e comprare il pezzo usato. Ma se un motore ha già viaggiato per 100mila chilometri, quel pezzo non avrà lunga vita. Uno pensa di risparmiare invece spende di più perché di lì a poco si troverà a doverlo sostituire di nuovo. Mi rendo conto che sono momenti difficili, ma il buon meccanico sa consigliare per bene il suo cliente».

Rifarebbe questa scelta?

«Io sono un acquario, segno che ama le rivoluzioni, quindi la rifarei. Anzi mi sono pentito di non averla fatta prima, perché mi avrebbe permesso di godermi i miei due figli e la mia famiglia. Ma non mi lamento perché ho comunque molte soddisfazioni».


Scheda dell’azienda
Pasquale Fiuto
Via Cascina Girola 13
21040 Uboldo
tel. 342 8992704

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