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Color Plast e il “nuovo” metallo

IMG_7046Policarbonato, abs, metacrilato, asa, blend pc/abs, polistirolo. Sono tutti materiali che potrebbero dirci poco, ma che in realtà hanno un ruolo specifico nella vita di tutti i giorni. Compongono i nostri elettrodomestici, le automobili che guidiamo tutti i giorni, i gadget con cui passiamo il nostro tempo libero. Hanno caratteristiche specifiche tarate sulle nostre esigenze e sono frutto di decenni di studi che garantiscano la loro resistenza e affidabilità. A Tradate un’azienda nata 28 anni fa ha fatto della ricerca e della produzione di questi polimeri plastici il suo mercato di riferimento. Oggi lavora per grandi marchi e dopo aver letto questa intervista, vi renderete conto con una rapida occhiata che molto di ciò che avete intorno esce proprio da qui.

Signor Gian Luca Ranzato (a destra in foto), partiamo con ordine. Cosa sono i tecnopolimeri?

«Sono polimeri dotati di elevate caratteristiche fisico-meccaniche (rigidità, tenacità, duttilità, lavorabilità, resistenza a temperature elevate, a carichi statici e dinamici e all’invecchiamento) tali da consentirne l’utilizzo in sostituzione dei tradizionali metalli. Proprio per queste loro caratteristiche hanno un impiego così diffuso in tutti i settori».

Ecco, ma come si diventa artigiani specializzati nella lavorazione di tecnopolimeri?

«Be’ la nostra azienda nasce 28 anni fa, quando mio papà Renato Ranzato (a sinistra in foto) e il suo collega e amico Enrico Tacconi, vengono lasciati a casa dall’azienda in cui lavoravano da anni e che lavorava materie termoplastiche. Si trovano così senza un lavoro, a quattro anni dalla pensione».

Mi faccia indovinare, decidono di mettersi in proprio?

«Sì, ma con un piccolo dettaglio in più. Chiedono a me di divenire socio titolare. A quell’epoca andavo ancora a scuola, ultimo anno di perito in telecomunicazioni. È stato allora che mi hanno proposto di creare un’impresa ex novo.

Una scelta impegnativa per un ragazzo di 18 anni..

«Sì, è stata una scelta difficile, anche perché preso il diploma avrei trovato subito lavoro nel settore che mi interessava. Allo stesso tempo avevo anche voglia di mettermi in gioco. Così preso il diploma abbiamo fondato la società. All’epoca mi occupavo del settore commerciale, mio papà conosceva i clienti e il lavoro e l’altro socio dava una bella mano».

Come è stato costruire da zero un’impresa?

«Mio padre aveva messo da parte dei risparmi che in un primo tempo ci hanno permesso di andare in affitto e di comprare alcuni macchinari. Poi, successivamente, ci rivolgemmo ad una banca per ottenere un finanziamento e comprare il primo macchinario nuovo della Color Plast».

Rispetto a oggi era più facile farsi erogare credito?

«Non direi. Le garanzie e gli interessi richiesti erano stringenti allora quanto oggi. Inoltre i tassi d’interesse sui finanziamenti erano esorbitanti».

La nascita della Color Plast, in sostanza, ha coperto un vuoto lasciato dall’azienda in cui lavorava sua padre. È corretto?
«Sì. Noi realizziamo compound termoplastici con determinate caratteristiche, che soddisfino le richieste dei nostri clienti. Oggi abbiamo tanti prodotti derivati da queste richieste che si sono succedute negli anni dalla collaborazione con i nostri clienti».

Ecco, chi sono i vostri clienti?

«I nostri clienti sono le aziende che si occupano di stampaggio ed estrusione di materie plastiche. Vengono da noi con delle richieste molto specifiche, frutto di un dettagliato lavoro di studio».

Può farmi qualche esempio?

«Da noi vengono clienti che vogliono, ad esempio, materiali di diversi colori, con diversi effetti (glitter, metallizzati, perlati), resistenti alla luce, oppure autoestinguenti cioè che non prendano fuoco, oppure antibatterici, perché utilizzati nella fabbricazione di un frigorifero, oppure ancora che siano conduttori perché devono essere utilizzati in campo elettronico ad esempio lettori di carta di credito. Gli esempi sono tanti insomma».

L’Italia era un’eccellenza nella lavorazione delle materie plastiche. Oggi come siamo messi?

«Oggi gli standard di prodotto sono elevati in molti altri paesi. Diciamo che la differenza rispetto ai nostri competitor esteri, ad esempio Cina, Taiwan o Giappone, lo fanno le tecnologie elevatissime a nostra disposizione. I nostri macchinari sono tutti Made in Italy e anche i produttori collaborano con noi per realizzare macchine sempre più precise e performanti».

Alcuni grandi gruppi come Bticino, Candy, Whirpool, Iveco sono vostri clienti. Perché non vanno dalla concorrenza, magari più competitiva coi prezzi?

«Perché noi siamo più duttili. Riusciamo allo stesso tempo a realizzare un prodotto di qualità e a consegnarlo in tempi ristretti».

Quanto conta la ricerca e lo sviluppo nella vostra azienda?

«Abbiamo un laboratorio in house in cui testiamo e studiamo dei prodotti innovativi che possano poi esseri applicati alle esigenze dei nostri clienti. Abbiamo una persona fissa che si occupa di questo lavoro».

Tutto questo ha un costo?

«Certamente, ma è anche quello che ci permette di fare la differenza. Vorrei aggiungere una cosa..»

Prego…

«Pensiamo anche green. Nel 2011 ci siamo dotati di pannelli fotovoltaici che ci permettono di soddisfare un terzo del nostro fabbisogno energetico. Inoltre abbiamo migliorato l’efficienza delle nostre macchine che da una parte ci consentono di risparmiare sui costi dell’energia e dall’altra di consumarne meno».

Contento della scelta fatta?

«Sono appassionato di tecnologia da sempre. Io ho creduto nelle potenzialità del fotovoltaico, mi sono informato e oggi sono contento della scelta fatta. Ma alla Color Plast c’è anche un altro aspetto diciamo “green”».

Quale?

«Ricicliamo il materiale plastico di scarto dei nostri clienti, rigenerandoli grazie alla collaborazione con un’altra azienda e riutilizzandoli in determinati settori della nostra produzione».

Oggi quanti dipendenti impiega la Color Plast?

«Siamo in cinque, più mio padre ed io come titolari».

Tutti a contratto a tempo indeterminato?

«Sì. Abbiamo sempre assunto tramite agenzia interinale. Poi passa un periodo di prova e dopo, se il rapporto funziona, si passa all’assunzione a tempo indeterminato. L’ultima assunzione di questo tipo, si parla di qualche anno fa, è avvenuta così. Abbiamo assunto un ragazzo che si è appassionato al nostro lavoro e dalla gavetta oggi è in grado di svolgere qualsiasi mansione, dal lavoro a bordo macchina allo studio di nuovi compound»

Quale è stato il principale contraccolpo della crisi economica per la Color Plast?

Da una parte che c’è meno lavoro. Abbiamo subito la delocalizzazione di parecchie aziende italiane che sono andate all’estero. Dall’altra il salto tecnologico. Una volta c’era solo una plastica oggi ce ne sono 100 e per rimanere competitivi sul mercato è necessario essere un passo avanti agli altri e quindi investire continuamente».

Un’azienda come la vostra avrebbe possibilità di internazionalizzarsi?

«Seguendo i nostri clienti all’estero, abbiamo anche incominciato a proporci su altri mercati. Oggi avremmo bisogno di un tecnico, più che un rappresentante, che abbia la capacità di seguire il cliente in tutte le sue esigenze. Dalla A alla Z del suo progetto, proprio come facciamo con i nostri clienti italiani. La Color Plast non può competere su un minor prezzo del prodotto, ma può essere molto competitiva sul valore aggiunto del nostro lavoro e sulla sua qualità».

Mai sentito parlare di Garanzia Giovani?

«Qualcosa ho sentito, ma a questo proposito mi faccia dire una cosa. L’idea dell’artigiano è quella di assumere qualcuno per dargli una continuità, per farlo crescere all’interno dell’impresa. Ma oggi chi ti fornisce le garanzie necessarie per intraprendere questo percorso?».


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