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Jobs Act: i decreti pronti a entrare in vigore

Lavoro-Jobs-ActIl Consiglio dei Ministri di venerdì 20 febbraio ha approvato, i Decreti attuativi del Jobs Act (Legge delega n. 183/2014) sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e ai nuovi ammortizzatori sociali. E’ stato anche approvato lo schema del decreto legislativo sul riordino delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni.

Per tutti gli approfondimenti (domande, dubbi, casi pratici) non perdete l’incontro Jobs Act: tutto quello che serve alle imprese il 4 marzo a Malpensafiere.

Queste, in sintesi, le novità dei due decreti che entreranno in vigore nei prossimi giorni.

Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

Viene introdotta per tali soggetti una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi. Le nuove regole, che riguardano solo i nuovi assunti, saranno applicate anche alle piccole imprese, ai sindacati e i partiti politici.

Licenziamenti individuali

Reintegro

Vengono limitati i casi di diritto al reintegro ai soli licenziamenti discriminatori, nulli, intimati in forma orale, e i licenziamenti disciplinari ingiustificati (quando sia accertata l’insussistenza del fatto materiale contestato). Nel caso in cui il giudice preveda il reintegro del lavoratore, non ci sarà più l’alternativa, in capo alle aziende, di evitare la riassunzione pagando un maxi-indennizzo.

Il datore di lavoro dovrà comunque corrispondere un risarcimento del danno subito dal lavoratore, commisurato all’ultima retribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione; il datore di lavoro deve inoltre, per il medesimo periodo, versare i contributi previdenziali e assistenziali. Nel caso di svolgimento da parte del lavoratore, di altre attività lavorative nel periodo considerato, dovrà essere dedotto quanto percepito. In ogni caso la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità della retribuzione globale di fatto.

Tutela risarcitoria

In tutti gli altri casi (licenziamenti ingiustificati di tipo economico e per parte di quelli disciplinari), il giudice condannerà il datore di lavoro al pagamento di un’indennità, non assoggettata a contribuzione previdenziale, pari a due mensilità dell’ultima retribuzione per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a quattro e non superiore a ventiquattro.

Piccole imprese

Per le piccole imprese la reintegra resta solo per i casi di licenziamenti nulli e discriminatori e intimati in forma orale. Negli altri casi di licenziamenti ingiustificati è prevista un’indennità crescente di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 e un massimo di 6 mensilità.

Licenziamenti collettivi

La disciplina del Jobs Act sulla tutela risarcitoria si estende anche ai licenziamenti collettivi, nel caso presentino un vizio di procedura o di applicazione dei criteri di scelta.

Se il licenziamento collettivo è intimato senza l’osservanza della forma scritta la sanzione resta quella della reintegra (come per gli individuali). Anche in questi casi, tutto ciò vale per i soli assunti con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego – dal 1° maggio (NASPI)

Viene introdotta la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, per chi resta disoccupato dal 1° maggio.

La durata della prestazione è pari ad un numero di settimane corrispondente alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni di lavoro con un massimo di due anni. Sono coinvolti i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, con esclusione degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, avendo cumulato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni di lavoro ed almeno 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi. Base retributiva sono gli ultimi 4 anni di impiego (anche non continuativo) rapportati alle settimane contributive e moltiplicati per un coefficiente. Dal 2017 la durata scenderà a 18 mesi. Per il periodo di pagamento di questo indennizzo viene riconosciuta una contribuzione figurativa entro un massimale di retribuzione mensile pari a 1,4 volte il massimale prevista per la prestazione stessa.

Assegno di Disoccupazione (ASDI)

Tale misura viene introdotta in via sperimentale, con la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori che abbiano fruito per l’intera sua durata Naspi, e risultino tuttora disoccupati e in una condizione economica di bisogno. Il riconoscimento di questa indennità di ultima istanza è condizionata alla partecipazione del beneficiario a un progetto personalizzato di reinserimento nel mercato del lavoro messo a punto da un centro per l’impiego.

Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto (DIS-COLL)

E’ prevista per i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione viene prevista tale indennità , quantificata in base al reddito. L’importo erogato diminuisce del 3% a partire dal quarto mese di erogazione. La durata della prestazione non può eccedere i 6 mesi e comunque non può superare la metà delle mensilità contributive versate. Tale indennità è condizionata alla partecipazione ad iniziative di politiche attive.

I provvedimenti approvati in via preliminare: riforma delle tipologie contrattuali

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, uno schema di decreto legislativo che contiene il testo organico semplificato delle tipologie contrattuali.
A partire dal 1° gennaio 2016, sarà vietato stipulare contratti di collaborazioni a progetto mentre sono aboliti il contratto di associazione in partecipazione ed il job sharing.
Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, il contratto a tempo determinato, il contratto di somministrazione, il contratto a chiamata, i voucher (elevabili fino a 7.000 euro) e l’apprendistato.
In presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale viene prevista la possibilità di cambiare le mansioni del dipendente. Il lavoratore mantiene il diritto alla conservazione del livello di inquadramento e del trattamento retributivo in godimento.

Contratti a termine

La durata massima resta a 36 mesi con la possibilità di proroga fino a cinque volte. In caso di riassunzione è previsto un intervallo di 10 giorni se il precedente contratto aveva una durata fino a sei mesi e di 20 giorni se invece era più lungo. Tali intervalli non varranno in caso di attività stagionali o quando i contratti collettivi prevedano altre tempistiche. Il numero complessivo di contratti a termine non potrà, di norma, superare il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato, salvo casi particolari come i casi di sostituzione di lavoratori assenti, i lavoratori con più di 55 anni, le start up..

Apprendistato

L’apprendistato “per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale“, unifica le attuali forme per il diploma di scuola superiore, per la qualifica e la specializzazione professionale. Interessati lavoratori dai 15 ai 25 anni. La durata dipenderà dalla qualifica o dal diploma da conseguire. Rimane comunque anche l’apprendistato destinato all’alta formazione e ricerca.

Tempi di vita e di lavoro

In tema di cure parentali e tutela della maternità, in casi particolari come quelli di parto prematuro o di ricovero del neonato, aumenta la flessibilità del congedo obbligatorio di maternità. L’arco temporale di fruibilità del congedo parentale passa dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12. I congedi di paternità vengono estesi a tutte le categorie di lavoratori, non solo per i dipendenti. Vengono introdotti dei benefici per i datori di lavoro che fanno ricorso al telelavoro.

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