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Open Innovation: dall’ape alla ranocchia

664x498_DSC05299_OPEN-INNOVCi sono un’ape e una ranocchia: l’incontro su Open Innovation, organizzato l’altra sera al Faberlab di Tradate da Confartigianato Imprese Varese e promosso da Regione Lombardia con Confartigianato Imprese Lombardia e Finlombarda, inizia così.

L’innovazione si basa sul concetto di impollinazione con l’ape (consulenti, università, ricercatori) che volando di impresa in impresa lascia e prende idee. E le idee – le nostre e quelle degli altri – si scambiano, si depositano e si sommano per dare alle aziende una marcia in più.

L’Open Innovation, però, si interroga anche sul senso che oggi potrebbero avere i brevetti. Paolo Giorgetti, docente al Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI, la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, prosegue con esempi azzeccatissimi: “In natura esiste una ranocchia che per difendersi dai suoi nemici si colora di blue. Però esistono altre ranocchie che non sono velenose ma assumono lo stesso colore per non farsi mangiare: hanno fatto proprio, chiamiamolo così, il brevetto di un’altra”. Morale, “non dobbiamo avere paura che le nostre idee possano circolare – continua il docente – ma porci il problema di come compiere quel salto tecnologico che oggi permette la sopravvivenza della specie”. In questo caso quella imprenditoriale, sempre più esposta sul piano dell’innovazione e interessata a capire come e quando innovare.

Serve una ricetta? Un fatto è certo: esiste un nuovo modo di fare impresa, ed è quello di lasciare entrare in azienda idee sempre diverse. Angelo Gatto, servizi alle imprese di Finlombarda, sa che la crescita delle imprese dipende da quella che si definisce “innovazione aperta”, ma le imprese devono mettersi in rete.
Per facilitare il percorso degli imprenditori, Regione Lombardia ha messo a loro disposizione Piattaforme di “Open Innovation” (in due mesi su quella lombarda si sono registrati 261 utenti e sono state attivate 9 community pilota) e un bando, dedicato alle singole imprese e alle community, per supportarle in quei progetti di innovazione che utilizzano piattaforme e reti di Open Innovation per rintracciare soluzioni e competenze tecnologiche, gestionali, di comunicazione. Non è mai troppo presto per lasciarsi impollinare, e domani potrebbe essere troppo tardi.

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