Cerca:
Home Disoccupazione, la situazione non cambia

Disoccupazione, la situazione non cambia

A febbraio 2015 – secondo mese di applicazione della decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato – l’occupazione, al netto della stagionalità, segna una flessione dello 0,2% rispetto a dicembre 2014. Nel confronto europeo pubblicato da Eurostat si osserva che da inizio anno il numero dei disoccupati in Italia è invariato mentre nei paesi dell’Unione si è ridotto in media dello 0,8%; nel dettaglio le persone in cerca di lavoro si riducono dell’1,9% in Spagna, dell’1,7% in Germania mentre aumentano dello 0,2% in Francia.

Per creare occupazione non appare sufficiente la via delle riforme, che va combinata con apprezzabili e stabili incrementi della domanda.

Schermata 2015-04-02 alle 16.13.55

“I disoccupati – si legge nel rapporto dell’Istituto di statistica – aumentano su base mensile dello 0,7% (+23 mila). Dopo il forte calo registrato a dicembre, seguito da un’ulteriore diminuzione a gennaio, a febbraio il tasso di disoccupazione sale di 0,1 punti percentuali, tornando al 12,7%, lo stesso livello di dicembre e di 0,2 punti più elevato rispetto a febbraio 2014. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 2,1% (+67 mila). Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra un lieve incremento nell’ultimo mese (+0,1%), rimanendo su valori prossimi a quelli dei due mesi precedenti. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 36,0%, contro il 36,4% di febbraio 2014. Su base annua gli inattivi diminuiscono dell’1,4% (-204 mila)”.

I recenti dati diramati dall’Istat indicano che nella media degli ultimi tre mesi il fatturato del manifatturiero diminuisce dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, calo tutto concentrato sulla domanda interna (-0,6%) mentre cresce (+1,0%) il fatturato estero. Nel comparto dei servizi nel quarto trimestre del 2014 l’indice del fatturato dei servizi – in questo caso sono disponibili i dati per una analisi tendenziale – registra un aumento dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ritornando in positivo dopo 2 trimestri negativi; nell’intero anno 2014 il fatturato dei servizi è a ‘crescita zero’.
Infine uno sguardo al settore delle costruzioni: nonostante i recenti deboli segnali di risalita, l’indice della produzione nelle costruzioni nella media del trimestre novembre 2014-gennaio 2015 è diminuito dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti.

Anche per rispondere alla profonda crisi delle costruzioni – ma non solo – le politiche per favorire il lavoro si devono concretizzare in un adeguato apporto di domanda pubblica per investimenti; al contrario, invece, la spesa della PA per investimenti in Italia mostra un profilo decrescente: dal 2,8% del Pil nel 2011 gli investimenti pubblici scendono al 2,2% nel 2015 e proseguiranno la discesa (2,1%) nel 2016.

Come ben segnalato nel recente esame della finanza pubblica dalla Corte dei conti, sul fronte del contenimento della spesa pubblica “il riequilibrio realizzato nel quadriennio è caratterizzato da un crescente sacrificio degli investimenti e delle spese in conto capitale. Una tendenza che accomuna amministrazione centrale ed amministrazioni territoriali”.

TORNA SU