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Guerra o pace? La Russia gela l’export delle imprese

«Per quest’anno con la Russia non lavoriamo più». Luigi Carlassara, imprenditore di Inarzo attivo nel settore della meccanica, ha assistito inerme al blocco del mercato russo. Una fetta che per le Officine meccaniche Carlassara, una realtà che dà lavora a 12 persone,  valeva tra i 400 e i 500mila euro all’anno.

Numeri meno importanti ma stessa amarezza per Renato Affri, titolare della Easydur di Arcisate un’azienda che produce macchinari di precisione come torsiometri e provamolle e per tanti altri imprenditori che direttamente o indirettamente sono colpiti dalla crisi generata da due guerre contemporanee.

Da una parte quella che si combatte nell’est dell’Ucraina, il quarto fornitore della Federazione Russa e dall’altra quella del petrolio. Una situazione che negli ultimi mesi del 2014 si è avvitata, generando una paralisi  nell’interscambio tra Italia e Russia (25 miliardi di euro nel 2013 secondo l’ICE, l’agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese) con ripercussioni notevoli anche nella provincia di Varese (vedi grafico qui sotto, elaborato su dati Istat)

VARIAZIONE_EXPORT_ANNI

È così che le imprese della nostra provincia di Varese hanno dovuto fare i conti con un calo imprevedibile fino a qualche mese fa. Sempre stando ai dati diffusi da Istat, le aziende del tessile sono passate dai circa 35 milioni di esportazioni del 2013 ai 31 milioni del 2014; i macchinari passano da 69 milioni a 62, mentre i mezzi di trasporto da 196 milioni di euro a 25 milioni.

È così che a soffrire, oltre alle aziende italiane del settore agroalimentare, colpite delle controsanzioni imposte dalla Federazione Russa nell’agosto scorso, anche altri settori sono stati colpiti dalla doppia crisi del petrolio e dell’Ucraina orientale.

Con la sua videoinchiesta “Guerra o Pace”, Confartigianato Imprese Varese ha voluto approfondire il tema e cercare di capire le cause, ma soprattutto la durata di una stasi che continua da quasi un anno, cercando di offrire anche qualche soluzione. Secondo Matteo Campari, dell’Ufficio Export di Confartigianato Varese, “non bisogna demordere: la Russia è enorme e offre tantissime opportunità, l’importante è avere accesso alle informazioni giuste”.

Un consiglio che Confartigianato Varese rilancia anche con “Expo-rt”. Un progetto unico e innovativo realizzato con ICE e che si snoderà lungo tutti i sei mesi di Expo2015 per catturare l’interesse dei buyer stranieri nei settori della meccanica, arredo, legno, agroalimentare, moda e costruzioni e arrivare alla conclusione di accordi d’affari con 12 missioni e appuntamenti B2B. Il tutto si terrà nell’Italian Makers Village di Confartigianato in via Tortona 32 a Milano. Chi è interessato può contattare Matteo Campari: matteo.campari@asarva.org, 0332.256290.

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