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Istat: balzo in avanti dell’export verso i Paesi extra Ue (+13,2% in un anno)

Nel suo ultimo report, uscito giovedì 23 aprile, l’Istat certifica le buone performance del commercio estero con i Paesi extra Unione Europea: a marzo l’export sale del 2,2% rispetto a febbraio e del 13,2% rispetto a marzo 2014. Anche le importazioni registrano un aumento del 4,8% sul mese e del 9% sull’anno.

“La crescita congiunturale dell’export (+2,2%) – si legge nel rapporto – è determinata dall’incremento delle vendite di energia (+19,1%), di beni di consumo non durevoli (+5,9%) e di prodotti intermedi (+2,4%). Le esportazioni di beni di consumo durevoli (-4,0%) e di beni strumentali (-0,4%) sono invece in diminuzione. Rispetto alle esportazioni, le importazioni registrano un incremento congiunturale più marcato (+4,8%) ed esteso a tutti i raggruppamenti principali di beni, con l’eccezione dei beni strumentali (-0,6%). Gli acquisti di energia (+7,7%) e di beni di consumo (+7,0%), durevoli (+9,6%) e non durevoli (+6,6%), presentano un aumento più ampio della media. Più contenuta è la crescita delle importazioni di prodotti intermedi (+3,6%)”.

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Su base annua, a marzo 2015 le esportazioni sono in rilevante aumento (+13,2%). La crescita tendenziale coinvolge tutti i raggruppamenti principali di beni, con un tasso particolarmente ampio per i beni strumentali (+17,5%). I prodotti intermedi (+13,1%) e i beni di consumo non durevoli (+11,0%) presentano tassi di crescita molto marcati anche se inferiori alla media. Le importazioni registrano un’espansione (+9,0%) che coinvolge tutto il comparto non energetico. Al netto dell’energia (-15,7%), si registra nel complesso un forte incremento (+20,5%), imputabile soprattutto ai beni di consumo non durevoli (+23,3%), ai beni strumentali (+19,0%) e ai prodotti intermedi (+17,4%). A marzo 2015 il saldo commerciale è pari a +3,6 miliardi; al netto della componente energetica, si registra un avanzo commerciale di 6,2 miliardi per il mese di marzo 2015 e di 13,5 miliardi per il primo trimestre dell’anno”.

A quanto registra l’istituto di statistica, i partner commerciali più dinamici all’esportazione sono Stati Uniti (+44,1%) e paesi OPEC (+18,3%). Svizzera (+9,1%), paesi EDA – le economie dinamiche asiatiche – (+8,6%) e Turchia (+7,3%) presentano una crescita tendenziale rilevante anche se più contenuta. L’espansione delle vendite verso il Giappone e la Cina è molto più limitata (entrambi +0,8%). La flessione delle vendite è particolarmente sostenuta verso la Russia (-24,0%) mentre è più moderata verso i paesi MERCOSUR (-3,2%) e i paesi ASEAN (-1,9%).

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Nello stesso mese, sono in forte aumento tendenziale gli acquisti dalla Cina (+51,9%), dalla Svizzera (+20,9%), dalla Turchia (+19,5%), dall’India (+18,6%). Pur mantenendosi superiore alla media annua, l’espansione è più contenuta per gli acquisti provenienti da Stati Uniti (+11,7%), paesi ASEAN (+10,1%) e paesi EDA (+9,2%). L’incremento è più limitato per i paesi MERCOSUR (+7,0%). Per contro, le importazioni dalla Russia (-6,9%) e, in misura minore, dai paesi OPEC (-2,7%) sono in calo.

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