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Bolletta energetica, quanto ci costi

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Nei sette anni che vanno dal 2008 al 2014 l’Italia ha cumulato un avanzo primario (la differenza fra la spesa pubblica e le entrate tributarie esclusi gli interessi da pagare sul debito ndr.) di 135,5 miliardi di euro, in media l’1,2% del Pil e nel rank dell’UE a 28 per intonazione restrittiva del bilancio l’Italia è seconda solo alla Germania (1,3% del Pil). All’elevato saldo primario del bilancio pubblico nel nostro Paese ha contribuito, in modo predominante, la crescita della tassazione: nell’arco dell’ultimo decennio l’Italia è il Paese europeo che ha registrato la più alta crescita della pressione fiscale.

In Italia la pressione fiscale si mantiene più elevata della media dell’Eurozona, pur evidenziando negli ultimi tre anni una tendenza alla riduzione del divario: nel 2015 l’indicatore del tax burden comparato a livello europeo per l’Italia supera di 1,8 punti la media Eurozona e il gap supera i 29 miliardi di euro, equivalente ad uno spread fiscale di 476 euro per abitante.

La tassazione sull’energia contribuisce all’elevata pressione fiscale dell’economia italiana: secondo l’ultima comparazione internazionale della Commissione europea nel 2012 il tasso implicito di tassazione dell’energia in Italia è pari a 307,5 euro per tonnellata equivalente di petrolio (tep), il 38,1% superiore alla media di 222,8 euro/tep dell’Unione europea a 28.

L’analisi dei dati sulle imposte indirette pubblicati dall’Istat nelle scorse settimane evidenzia che – a seguito dell’applicazione del nuovo sistema dei conti nazionali (Sec 2010) che include tra le imposte indirette gli oneri generali di sistema – la tassazione energetica nel 2014 arriva a 46.382 milioni di euro, pari al 2,9% del Pil, livello che non si ritrovava dal 1997. La tassazione energetica è pari al 18,8% del prelievo indiretto complessivo. Nel dettaglio il 55,8% del gettito sull’energia proviene dall’Imposta sugli oli minerali e derivati, un ulteriore 33,4% dall’Imposta sull’energia elettrica e oneri di sistema fonti rinnovabili e il 9,6% dall’ Imposta sul gas metano. Nell’ultimo anno la tassazione indiretta sull’energia è salita del 4,2%, mentre nell’arco di dieci anni si registra una variazione del 42,3%, un ritmo di crescita che, sostenuto dalla dinamica delle imposte e oneri sull’energia elettrica, è più che doppio rispetto al +20,5% rilevato per la tassazione indiretta non energetica.

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