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Grecia: “Chi sostiene che siamo immuni al contagio commette un azzardo”

CRISI: VERTICE UE, UN 'PIANO MARSHALL' PER LA GRECIA

Nella giornata dell’Eurogruppo che riunisce i ministri delle finanze europei attorno all’infuocato dossier greco e a poche ore dall’incontro tra i capi di Stato europei e il governatore della Bce, Mario Draghi, i mercati continuano ad essere incerti di fronte al rischio dell’acuirsi della crisi. Dalle notizie che trapelano dai siti che stanno osservando da vicino le riunioni di Bruxelles, trapela un clima di “scetticismo” sulla permanenza della Grecia nell’Eurozona. Abbiamo così interpellato Andrea Boda, analista finanziario e blogger per il Pianoinclinato.it, per cercare di capire cosa sta accadendo sui mercati e a cosa devono prepararsi i risparmiatori.

Signor Boda, cosa deciderà la Banca Centrale Europea dopo aver abbattuto ulteriormente il valore dei titoli pubblici greci che costituiscono il residuo capitale in pancia alle banche elleniche e aver così di fatto accelerato l’urgenza di una decisione da parte di Atene?
«Al momento la BCE sembra preferire un contagio finanziario a una nuova tranche di prestiti “al buio”. Il contagio è infatti un tipo di problema che la BCE è attrezzata a risolvere/gestire, mentre un contagio politico lo dovrebbe subire passivamente. Inoltre la scelta di non dare concessioni aggiuntive di ELA (fondi di emergenza) è conforme ai regolamenti europei».

Dunque cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime ore?
«Esiste una opzione che consentirebbe di scongiurare i possibili scenari di contagio (politico ed economico): una ricapitalizzazione delle banche greche attraverso un massiccio “bail-in”, ovvero un prelievo forzoso sui correntisti greci. Con questa via si potrebbe rifornire le banche greche stando nei regolamenti, e evitare che Atene esca dall’euro. Inoltre contemporaneamente nessuno penserebbe di imitare il modello, perché l’ipotesi di una massiccia patrimoniale sui conti non è una prospettiva “vendibile” politicamente. Si tratta però di una opzione per cui serve l’avvallo del governo greco, quindi quantomeno complicata».

Quanto è concreto il rischio di un contagio per il nostro Paese nel caso in cui non si trovasse un accordo?
«Il governo continua con toni rassicuranti a ribadire che non c’è rischio di contagio per l’Italia, ma nello specifico ieri Banco Popolare, UBI, Mediolanum, Unicredit, Intesa hanno chiuso oltre il -6% a ruota arrivano Popolare Emilia, Azimut e BPM (intorno al -5%). In fondo al pozzo troviamo Monte Paschi che ha chiuso a -12%. Chi dice che siamo immuni da contagio commette un azzardo politico, il mercato purtroppo sta dando segnali piuttosto chiari su dove risieda la debolezza del listino italiano».

I mercati azionari reagiscono male a tutta questa incertezza, mentre l’obbligazionario sembra meno volatile. Cosa dobbiamo aspettarci su questi fronti?
«Nei prossimi giorni il mercato continuerà ad essere in balìa delle evoluzioni, oscillando dietro dichiarazioni e smentite, prospettive che si allargheranno o si stringeranno. Su tutto dominerà la scadenza del 20 luglio, spartiacque univoco tra accordo e default greco. Nel frattempo, in tutto questo can-can ellenico ci stiamo distraendo dal crollo della borsa cinese che è tutto fuorché di marginale importanza».

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