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Servizi locali: i prezzi crescono, l’efficienza no

Se le tariffe dei servizi locali aumentano, c’è da chiedersi che tipo di offerta garantiscono ai propri cittadini. Confartigianato Imprese ha calcolato che, a fronte di un aumento dei prezzi (+6,2% tra il 2013 e il 2015) della raccolta dei rifiuti solidi, dei trasporti pubblici, dei parcheggi, dell’istruzione secondaria, delle mense scolastiche, dei nidi d’infanzia comunale, dei certificati anagrafici, etc.. in ben otto regioni le “perdite d’esercizio delle società municipalizzate (a completa partecipazione pubblica ndr.) risultano superiori agli utili d’esercizio, al netto delle imposte: nell’ordine si tratta del Lazio con una differenza di -27,5 milioni di euro data da utili per 4,4 milioni e perdite per 32 milioni, seguita da Umbria con una differenza di -26,3 milioni data da utili per 6,4 milioni e perdite per 32,8 milioni, Campania con una differenza di -19,7 milioni data da utili per 4,6 milioni e perdite per 24,4 milioni, Piemonte con una differenza di -9,3 milioni data da utili per 18,4 milioni e perdite per 27,6 milioni, Calabria con una differenza di -6,7 milioni data da utili per 0,8 milioni e perdite per 7,5 milioni, Abruzzo con una differenza di -5,2 milioni data da utili per 1,8 milioni e perdite per 7 milioni, Molise con una differenza di -2,7 milioni data da utili per 0,3 milioni e perdite per 3 milioni e infine la Sicilia con una differenza di -2,4 milioni data da utili per 11,5 milioni e perdite per 13,9 milioni.

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Anche se, è bene sottolinearlo, l’analisi degli ultimi dati resi disponibili dalla Corte dei conti evidenzia a livello medio nazionale una netta prevalenza dell’apporto degli organismi in utile, nelle otto regioni dove le perdite superano gli utili, gli organismi a totale partecipazione pubblica mostrano una incidenza del costo del personale sul costo della produzione del 37,2%, di 13,5 punti superiore al 23,8% registrato nelle 13 regioni dove gli utili superano le perdite.

Un fatto che, oltre a incidere sul portafoglio delle famiglie, evidenzia la necessità – nell’ambito delle politiche di spending review – di “interventi legislativi mirati a un’ulteriore razionalizzazione e miglioramento dell’efficienza delle aziende partecipate” come indicato nel Documento di Economia e Finanza 2015 varato dal Governo lo scorso aprile

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