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Gli Usa fanno volare l’export made in Italy

San Gennaro

A luglio 2015 le esportazioni segnano un calo dello 0,4% rispetto a giugno, ma in termini tendenziali registrano un crescita 6,3%. Nei primi sette mesi del 2015 il valore del made in Italy cresce del 5,2%, con un aumento più marcato per i Paesi extra Ue (+6,6%) rispetto ai Paesi Ue (+4,1%); più debole la domanda dell’Eurozona, dove l’export sale del 2,8%. Nei primi sette mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge i 26,5 miliardi.

La dinamica delle esportazioni nei primi sette mesi del 2015 è trainata dalla crescita dei mercati degli Stati Uniti (+26,7%), Belgio (+13,6%), India (+13,2%), Turchia (10,6%), Spagna e Regno Unito (+9,5%), Repubblica ceca (+9,3%) e Polonia (9,0%). Si osserva una staticità dell’export sui maggiori mercati, con la Germania che segna un +0,3% e la Francia con un +0,1%; in leggera diminuzione l’export verso Austria (-0,2%) e Giappone (-0,5%) mentre si consolida la caduta del mercato della Russia (-30,1%). A tal riguardo va osservato che nei primi sette mesi del 2015 l’export verso gli Usa è salito di 4.617 milioni di euro, in valore assoluto 2,7 volte il calo di esportazioni di 1.722 milioni registrato nello stesso periodo verso la Russia.

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Il maggior dinamismo del mercato nordamericano e – più in generale dei mercati extra Uem – è stato sostenuto dalla dinamica del cambio: nei primi otto mesi del 2015 la quotazione dell’euro in dollari è scesa del 18,3%. Proiettando su base annua il tasso di crescita dell’export verso gli Usa dei primi sette mesi si stima che nel 2015 l’export verso gli Usa sul Pil raggiunge il massimo storico del 2,3%, superando il precedente picco del 2,2% registrato nel 2000.

Infine abbiamo inoltre valutato il grado di esposizione dei territori italiani verso gli Stati Uniti rapportando, per ciascuna regione e provincia, l’export manifatturiero con il valore aggiunto ottenendo un valore medio nazionale pari al 2,10%. Nel dettaglio il grado di esposizione sul mercato Usa supera la media in sei regioni: Emilia-Romagna con il 3,98%, Friuli-Venezia Giulia con il 3,44%, Toscana con il 3,17%, Veneto con il 2,98%, Piemonte con il 2,96% e Lombardia con il 2,41%.

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Osservando i dati provinciali si riscontra che il grado di esposizione del Manifatturiero in 8 province si osservano valori superiori al doppio della media, e nel dettaglio si tratta di: Gorizia con il 16,62%, Belluno con l’11,59%, Massa–Carrara con il 9,07%, Arezzo con l’8,20%, Ferrara con il 7,93%, Modena con il 7,85%, Vicenza con il 5,64% e Reggio Emilia con il 4,31%.

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