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Dolci Sapori… cinesi

Borse, pelli, prodotti per la persona, accessori ma soprattutto acqua, pasta, pomodoro, sughi e vini: la Cina ama il Made in Italy perché “tanti prodotti italiani sono ben conosciuti perché sono entrati nel mercato abbastanza presto, ma ce ne sono ancora tanti che i cinesi vorrebbero conoscere”. Se parliamo di pasta, per esempio, nell’Impero Celeste i brand utilizzati sono due: anche gli altri meriterebbero di conquistarsi un loro spazio. A caccia di novità, e soprattutto del buono fatto secondo le regole dell’artigianalità, Li Guang – Presidente di ICETC (Chongqing Import Commodity Exhibition & Trading Center) – ha incontrato nella sede provinciale di Confartigianato Varese, grazie al lavoro di orientamento e al supporto mirato del nostro Servizio Export, un’azienda leader nella produzione di pasticceria secca e congelata, la Dolci Sapori.

L’export non è una cosa facile: conoscersi significa entrare nei meccanismi di culture diverse e nei gusti che sanno fare centro sul mercato. Significa sentirsi dire: “La scadenza a otto mesi è troppo poco”, oppure che “i cinesi amano consumare prodotti freschi fatti sul luogo”. Significa capire i tempi, le modalità, le pratiche doganali, i controlli internazionali. Quando un’impresa ha a che fare con il presidente del centro di Import di una città di 8 milioni di abitanti – ma Chongqing è anche una delle 4 municipalità autonome della Repubblica Popolare Cinese con oltre 34 milioni di abitanti – un po’ le gambe le tremano.

Dolci Sapori, però, si è portata a casa più di una soddisfazione: se la scadenza dei prodotti non è sufficiente per affrontare le lungaggini burocratiche e i viaggi interminabili nel territorio cinese, il loro impasto è così ben amalgamato da convincere Li Guang ad alcune proposte. Con, al centro, l’orgoglio e la storia di Dolci Sapori: 25 quintali di prodotti al giorno, export europeo ben calibrato, stile italiano che, contrariamente a quanto si fa con un prodotto, non è così facile portare all’estero.

Dolci Sapori è deciso quando afferma che “l’artigiano italiano non fa l’artigiano in Cina: le uova, la farina, le mandorle e le nocciole, il latte sono tipicamente nostri. Il sapore italiano nasce dalla tradizione italiana”.

Con “Brividolcezza”, il prodotto lanciato da pochi giorni sul mercato da Dolci Sapori, Li Guang cede: “Per dolci d’eccellenza come questi devo prendermi un po’ di tempo, ma per quanto riguarda i Brutti e Buoni c’è già un buon interesse”. Da lì la proposta, all’impresa varesina, di trovare partnership in Cina per posizionare il marchio sul mercato e di entrare in contatto con realtà imprenditoriali cinesi: Li Guang si rende disponibile a fornire i primi, potenziali contatti e ad approfondire la conoscenza di questi prodotti con il suo team una volta tornato in Cina. Un mercato immenso che la Dolci Sapori potrebbe prendere per la gola.

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