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L’arte del cesello vive a Castiglione Olona

Fuori dalla Bottega del Cesello di Simone Ghielmi, nella piazza di Castiglione Olona, sta smettendo di piovere. Sul banco di lavoro, i ferri del mestiere sono raccolti come fossero matite colorate. Sul piano di pece un braccialetto d’argento con dei melograni sbalzati, luccica non appena gli occhi gli si posano sopra.

Simone come sei diventato cesellatore?
«Diciamo che la mia è una vocazione tardiva (sorride). L’idea era quella di diventare odontoiatra. Così dopo aver preso la maturità scientifica mi sono iscritto a medicina, ma non era la strada per me, anzi avevo scoperto in quegli anni che mi sarebbe piaciuto realizzare delle cose con le mie mani. È così che sono entrato in bottega da mio nonno».

Tuo nonno, Stanislao Borghi, è stato un grande cesellatore. Puoi raccontarci qualcosa di lui?
«Lo chiamavano tutti “Burghin” per via della statura. Piccolo, ma con un enorme talento. Nato nel 1898 ha vissuto fino a cent’anni e se dovessi associarlo a un’immagine lo paragonerei a una biblioteca. Per lui, subito dopo la famiglia c’era il lavoro ed è questa passione che gli ha permesso di realizzare dei veri e propri capolavori come una lampada votiva per il Santo Sepolcro di Gerusalemme, oppure un ostensorio per l’arredo sacro del Duomo di Como, o ancora la copia della croce di Gravedona, dopo il furto dell’originale. Insomma era in grado di fare cose incredibilmente belle».

Quanto è durato il tuo apprendistato?
«Circa quattro anni. Sono entrato nella bottega di mio nonno nel 1992 e quando ho deciso di aprire la mia, qui a Castiglione Olona, era il 1998».

Come ti sentivi quando hai aperto?
«Diciamo che non ero più un ragazzino, avevo 30 anni, però la paura dell’incognito c’era tutta. In ogni modo, anche grazie all’aiuto dei miei, mi sono guardato in giro in cerca di un luogo suggestivo dove aprire la mia bottega. Così mi sono informato su Castiglione Olona, uno dei borghi più belli della nostra provincia, dove ogni prima domenica del mese c’è un mercatino dell’antiquariato. Proprio qui ho iniziato a far conoscere il mio lavoro».

Mi spieghi in cosa consiste il lavoro di cesellatore?
«Il cesellatore è colui che decora in rilievo una lastra metallica. Io lavoro principalmente con l’argento, l’oro e qualche volta il rame. Le fasi della lavorazione sono essenzialmente tre: il disegno, lo sbalzo eseguito sul rovescio della lastra che serve a creare il volume e il cesello, cioè la lavorazione sul diritto della lastra dello sbalzo. Tutto questo avviene su un materiale d’appoggio, la pece, ideale per la modellazione del pezzo».

E per quanto riguarda il disegno? Sei sempre tu a realizzarli?
«Sì, esatto. Quando faccio un braccialetto prima disegno sulla carta il modello, poi lo riporto sulla lastra di metallo mediante spuntatura, ripercorro cioè con un punteruolo il disegno così da ottenere sulla lastra il disegno come l’ho concepito. Una volta ottenuto il “calco” del disegno stacco la lastra e la ribalto sul piano di pece così da poterlo sbalzare, infine lo cesello e lo brunisco».

Puoi raccontarci come nascono i tuoi gioielli?
«Nella maggioranza dei casi da mie ispirazioni, mi piace anche spaziare con i materiali. Ad esempio avendo qui la Mazzucchelli, utilizzo l’acetato abbinandolo a metalli preziosi e creando gioielli moderni. Ma ho anche parecchi clienti che vengono da me con un’idea per realizzarla. Questo crea una certa affinità tra me e i miei clienti ed è qualcosa che rende il lavoro ogni volta unico e coinvolgente».

Ecco, a proposito cos’è per te il lavoro?
«Nel momento in cui lavoro a un progetto e vedo il risultato emergere dal metallo, è gratificazione. Poi è anche immedesimazione. Mio nonno si immedesimava moltissimo nel suo lavoro. In un certo senso era il suo lavoro e il suo lavoro conteneva una parte di lui. Poi il lavoro è anche soddisfazione, ad esempio la soddisfazione di sapere che hai accontentato il cliente sia esso grande o piccolo: la grande firma della moda o il ragazzo che è venuto a chiedermi un ciondolo per la sua fidanzata».

A proposito di ragazzi, prenderesti qualcuno se ti chiedesse di insegnargli il mestiere?
«Diciamo che insegnerei, ma dal punto di vista lavorativo non sarei in grado di offrirgli una giusta remunerazione. Inoltre apprezzo che i miei clienti escano da qui sapendo che quel particolare pezzo l’ho fatto io».

Da artigiano percepisci un po’ della ripresa di cui si parla sui giornali?
«Be’ il mio è un mestiere che va a periodi. A Natale ad esempio ho sempre lavorato, sempre meno, ma ho sempre lavorato. Gli artigiani come me soffrono molto le contingenze esterne. Se i clienti o le grandi firme della moda decidono di non bussare più alla mia porta, per me è un problema. Comunque non mi piace piangermi addosso e se anche ci sono stati periodi duri in cui ho pensato di chiudere, magari di andare in Svizzera, tutto sommato sono contento di avercela fatta e forse sì, qualche luce in più si inizia a vedere anche qui».


Scheda dell’azienda
La bottega del cesello
Piazza Garibaldi 8
Castiglione Olona (VA)
tel. 0331824660
info: labottegadelcesello@gmail.com

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