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Quanto è innovativa la nostra regione?

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Quanto siamo innovativi? Se lo è chiesto l’Osservatorio sulle micro e piccole imprese di Confartigianato Lombardia che, in un recente studio dal titolo “Artigiani del proprio destino“, ha pubblicato alcuni dati. Innanzitutto la posizione occupata dalla nostra regione nella classifica di quelle che innovano di più: il primo. Secondo alcuni indicatori come la struttura imprenditoriale, le esportazioni, l’utilizzo dell’information technology (ICT), gli investimenti in risorse umane e in ricerca e sviluppo, le imprese lombarde risultano prime in Italia per propensione all’innovazione.

Ma se spostiamo il confronto sul piano europeo le cose si complicano. L’Osservatorio ha infatti paragonato la nostra regione con tre competitors di tutto rispetto: la Cataluña, la regione francese del Rhône-Alpes e quella tedesca del Baden-Württemberg. Come prevedibile i numeri tedeschi superano (e non di poco) quelli degli altri tre “motori d’Europa” (vedi tabella sotto). Ma se il confronto appare impietoso per alcune voci, come quella sugli investimenti in “Ricerca e Sviluppo”, va precisato che la rilevazione sulla propensione all’innovazione ricavata da dati Istat ed Eurostat, non considera le aziende con meno di 10 addetti, ovvero il 78% delle aziende lombarde (quasi il 20% del totale degli occupati).

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Proprio per sopperire a questo “buco”, l’Osservatorio ha avviato alcuni sondaggi per capire in che direzione si muovono le micro e piccole imprese lombarde. Nella ricognizione effettuata su un campione di 1479 aziende emerge, come si legge nel rapporto che il 66,1% delle imprese artigiane e di micro e piccola dimensione hanno svolto attività finalizzate all’introduzione di innovazione. “Le imprese che hanno investito in innovazione – si legge sempre nel rapporto – segnalano come principali ostacoli i costi troppo elevati (59,4%), la mancanza di risorse finanziarie interne (51,0%), le difficoltà di accesso a fonti di finanziamento esterne (48,4%) e un mercato non ricettivo o poco ricettivo (25,3%). Mentre il 33,9% delle imprese che non hanno effettuato alcun investimento in ricerca e sviluppo negli ultimi due anni indicano come più grande impedimento all’introduzione di innovazione nell’impresa la mancanza di risorse finanziarie interne (55,3%), costi di innovazione troppo elevati (34,2%), mercato non ricettivo o poco ricettivo (23,6%) e difficoltà di accesso a fonti di finanziamento esterne (15,1%)”.

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Interessante infine notare come quasi il 60% degli intervistati dichiara di possedere un sito web, mentre solo il 9,2% dice di vendere i propri prodotti tramite e-commerce. “La restante quota – conclude il rapporto – pari al 42,3%, di imprese che hanno risposto, giustifica l’assenza da internet indicando che i prodotti e i servizi dell’azienda non sono comunicabili e/o vendibili su internet“.

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