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Arredo: mercato interno in calo, ma c’è il bonus mobili

Bonus_MobiliIl disegno di Legge di Stabilità, proroga per il 2016 la detrazione ai fini Irpef del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici contestuale ad interventi di ristrutturazione edilizia, e introduce il bonus del 50% anche per l’acquisto di mobili da parte di giovani coppie under 35. La spesa complessiva incentivabile ammonta a 1.862 milioni di euro, pari al 18,0% della spesa per consumi finali delle famiglie.

A chi si rivolge? Nello specifico la misura si rivolge a giovani coppie costituenti un nucleo familiare composto da coniugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo da almeno 3 anni, in cui almeno uno dei componenti non abbia superato i 35 anni, acquirenti di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, beneficiano di una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili ad arredo della medesima unità abitativa.

Il quadro nazionale. La detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50% delle spese sostenute dal 1.01.2016 al 31.12.2016 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a € 16.000,00. Il beneficio non è cumulabile con la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, né con il connesso bonus mobili.

La propensione più elevata all’utilizzo delle detrazioni per le spese di arredo in rapporto al reddito imponibile si riscontra a Trento, Bolzano, Emilia Romagna, Valle d’Aosta, Marche e Friuli Venezia Giulia.
Gli incentivi fiscali della domanda interessano anche l’offerta del mobile di artigianato di alta qualità prodotto in Italia da 15.052 imprese artigiane – il 54,1% delle 27.832 imprese del settore – che danno lavoro a 51.535 addetti. L’84,9% dell’occupazione si riferisce alla produzione specializzata in mobili per la casa mentre il rimanente 15,1% degli addetti è impiegato in imprese specializzate in mobili per ufficio.

Persiste la debolezza della domanda interna: nei primi otto mesi del 2015, il fatturato nel settore della Fabbricazione di Mobili registra un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2014; la crescita è tutta determinata dal mercato estero, in salita dell’8,8%, mentre il fatturato interno segna ancora una flessione dello 0,9%.

Anche la domanda di lavoro rimane debole: nell’ultimo anno il settore dei Mobili in Italia ha registrato una caduta dell’1,8% dell’occupazione, più accentuata rispetto al calo dell’1,2% registrato nell’Eurozona a 19.

La crisi della domanda interna negli ultimi anni – tra il 2011 e il 2014 la spesa delle famiglie per mobili, elettrodomestici e manutenzione della casa a prezzi correnti è scesa dell’11,1% – ha maggiormente orientato le imprese sui mercati esteri. Le esportazioni nella Fabbricazione di Mobili negli ultimi dodici mesi (settembre 2014-agosto 2015) valgono 8.998 milioni di euro e sono salite del 5,9% rispetto agli 8.500 milioni dei dodici mesi precedenti, con un saldo del commercio estero positivo per 7.107 milioni di euro.

Le prime dieci province esportatrici sono Treviso con 1.574 milioni di euro export negli ultimi quattro trimestri seguito da Monza e Brianza con 780 milioni, Pordenone con 676 milioni, Como con 662 milioni, Udine con 457 milioni, Milano con 374 milioni, Bari con 366 milioni, Vicenza con 352 milioni, Pesaro e Urbino con 305 milioni e Padova con 214 milioni.

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