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Nelle meraviglie del tessile

testata_TESSILE_649x142L’Impresa delle Meraviglie, la nostra rubrica dedicata alle sue aziende socie, cambia pelle. Le imprese sono ancora al centro dell’attenzione, ma questa volta raccontiamo lo stato di salute di interi settori merceologici. Una mappa di quello che c’è, di quello che stanno facendo gli imprenditori, di quello che desiderano e di quello che vorrebbero. Partiamo con il tessile, collegando un’impresa ad un’altra con le due leve che hanno permesso, agli imprenditori, di superare le tante crisi intervenute in questi ultimi 40 anni: la creatività e l’innovazione. Per tutti la parola d’ordine è “cambio di rotta”, ed è forse per questo che sul nostro territorio gli indici di specializzazione nelle imprese di questo settore sono superiori a quelli presenti nell’intera regione Lombardia.

Secondo i dati della Camera di Commercio di Varese, per quanto riguarda il manifatturiero artigiano il settore tessile in provincia, e in particolare la confezione di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia, occupa 1.703 addetti. In totale le confezioni di articoli di abbigliamento, confezione di articoli in pelle e pelliccia sono 492 e le piccole imprese del tessile sono 404. Le ditte artigiane impiegate nella fabbricazione di articoli in pelle e simili sono 108.

Nello specifico, le imprese artigiane del tessile condotte da giovani under 35 in provincia di Varese sono 42, mentre 315 sono le aziende che vedono alla loro testa imprenditori donne e 88 quelle condotte da imprenditori stranieri. Nel 2014 le aziende del tessile hanno esportato 934 milioni di euro, con un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Il tessile occupa il 9,5% del totale delle esportazioni.

Alcuni dati importanti, comunicati dal Centrocot di Busto Arsizio, sottolineano quanto le imprese di questo settore siano particolarmente attive sul fronte della sperimentazione. A Centrocot, nel 2015, le aziende hanno richiesto 10.375 tipologie di prove di laboratorio: il 40% riguarda le caratteristiche tecniche e prestazionali di base dei prodotti (resistenza all’acqua, solidità del colore, manutenzione), il 35% la sostenibilità (assenza nei prodotti di sostanze nocive) il 25% interessa la “protezione” attraverso indumenti e guanti.

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