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Sacconago, periferia delle imprese

Servizi: è la parola intorno alla quale gravita il buon funzionamento della pubblica amministrazione e la competitività delle imprese. Nei servizi ci sta di tutto: dalla fiscalità alla burocrazia alla mobilità. Tre parole che fanno la differenza nella vita di un’azienda. Parte da una domanda la nuova inchiesta di Confartigianato Imprese Varese: le tasse pagate dalle imprese si traducono veramente in servizi di eccellenza?

Sacconago, a due passi da Busto Arsizio: la zona industriale è sotto tiro da più di dieci anni. Più periferia, per gli imprenditori che ci lavorano, che città. Eppure di imprese ce ne sono tante, a tal punto che la zona è stata riconosciuta dalla nostra Regione come una fra le aree imprenditoriali dell’eccellenza lombarda. Chilometri e chilometri di muri acquistati, con pazienza e fatica, dagli imprenditori: un pezzo alla volta. Più di 140 imprese per un totale di 350mila metri quadrati di capannoni.

Ma i servizi, qui, mancano davvero. A dirlo sono le imprese incontrate in questa inchiesta: una attiva nella customizzazione macchine, barche e interior design; un’altra specializzata nell’estrusione di tubi oleodinamici e pneumatici e un’altra ancora nel campo degli impianti elettrici e idraulici.

Gli imprenditori lamentano le criticità e i paradossi di un’area abbandonata a sé stessa e che da anni si trascina problemi ai quali non si trova soluzione: un’area servizi mai realizzata (nonostante le imprese abbiano regolarmente pagato gli oneri di urbanizzazione), collegamenti stradali che rendono difficili gli spostamenti (si attende ancora la variante 341 che colleghi la SS336 di Malpensa), trasporti pubblici inesistenti (nella zona si arriva solo con mezzi privati).

Quale il commento dell’amministrazione comunale? Per scoprirlo guardate l’intervista a Gigi Farioli, sindaco uscente di Busto Arsizio.

Rassegna Stampa

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