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Credito alla piccole imprese, persiste il trend negativo

Credito_2_euroSecondo un report di Confartigianato Imprese gli ultimi dati disponibili sul mercato del credito evidenziano ancora un ritardo degli effetti espansivi della politica monetaria sui prestiti alle imprese che a marzo 2016 segnano una diminuzione dello 0,5%: in particolare sono le imprese di minore dimensione ad essere in ritardo mostrando un calo dei prestiti del 2,5% a fronte della stazionarietà (0,1%) osservato per le imprese medio-grandi. All’interno del segmento delle imprese di minore dimensione persiste un marcato trend negativo dei prestiti all’artigianato che a dicembre 2015 segnano un calo 4,8%.

Le tendenze del credito all’artigianato per territorio elaborate dall’Ufficio Studi in collaborazione con Artigiancassa rilevano come il Centro-Nord assorbe l’83,5% dei prestiti all’artigianato – il 33,0% nel Nord-Ovest, il 30,5% nel Nord-Est ed il 20,1% nel Centro – ed al Mezzogiorno va il restante 16,5%. A dicembre 2015 in tutte le regioni si osserva una discesa dello stock dei prestiti all’artigianato: la flessione meno accentuata è quella della Valle d’Aosta con il -1,9%, quella maggiore in Basilicata (-7%) ed Emilia Romagna (-6%).
Venendo alla nostra zona, a livello provinciale Varese vede una diminuzione del credito all’artigianato su base annuale di quasi cinque punti percentuali, con una cifra totale di 709 milioni di euro erogati al 31 dicembre 2015.

dinamica credito MPI

Il calo dei prestiti alle imprese – sottolinea ancora Confartigianato – concentrato sul segmento di piccola dimensione non sembra determinato da condizioni strutturali di maggiore rischiosità. Nel corso del 2015 i prestiti nei confronti delle imprese in condizioni economiche e patrimoniali equilibrate sono saliti solo per le imprese medie e grandi (rispettivamente +1,6% e 13,8%) mentre risulta stazionario per le piccole imprese (+0,3%) ma segna una marcata diminuzione (-4,1%) per le microimprese.
Le persistenti difficoltà di accesso al credito si inquadrano in un contesto che ha visto negli ultimi anni modifiche profonde nella struttura dei flussi finanziari dell’economia italiana. In particolare si osserva come con la Grande crisi del 2009 abbia spezzato il tradizionale circuito che alimentava la raccolta bancaria con il risparmio delle famiglie e costituiva le risorse disponibili per il credito all’economia reale.

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