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Veloce e attrattiva: Varese riparte da qui

Varese-Mondo: andata e ritorno: perché una strada a senso unico rischia di trasformarsi  in strada a fondo cieco. Mentre reti, nodi e flussi (anche digitali) offrono al territorio che ne è attraversato, opportunità di sviluppo potenzialmente senza fine. Ammesso, certo, di riuscire a coglierne per tempo – e per primi – valenza, destinazioni e benefici.

Ed è stata proprio la necessità di mappare tutto ciò che ruota attorno alla provincia di Varese, intersecandola e rendendola territorio predisposto al movimento rapido e alla contaminazione, ad aver spinto Confartigianato Imprese Varese, insieme a PwC, a declinare i quattro pilastri del nostro futuro economico, sociale e culturale. Si tratta di

  • Infrastrutture di Trasporto&Infrastrutture Digitali;
  • Produzione&Manifattura,
  • Turismo
  • Riforme amministrative in atto o in fase di definizione.

Il tutto in una dimensione che non corrisponde ai soli confini provinciali, ma che è pronta anche a valicarli in un’ottica di area vasta.

 

Il report è stato presentato venerdì 22 luglio allo Sheraton Hotel dell’aeroporto internazionale di Malpensa, simbolo forte e plastico di come l’apertura al mondo rappresenti la porta indispensabile per un territorio che, dopo gli anni della crisi, ha bisogno di interrogarsi rapidamente sulla nuova identità da assumere per stare al passo di quel mondo sul quale Confartigianato Varese è pronta a scommettere per rilanciare le imprese. Imprese che il mondo lo vivono nella dimensione dell’export, e imprese che il mondo lo vorrebbero più vicino a casa, per poter conquistare nuovi clienti, nuovi mercati e nuove possibilità di benessere.

La sintesi, che è poi l’obiettivo sul quale lavorare, riflettere e confrontarsi con gli attori politici e istituzionali che operano nel contesto provinciale, regionale e nazionale, è nelle parole del presidente provinciale di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli: “L’export fa parte di noi, e ha sostenuto il nostro tessuto imprenditoriale, ma non possiamo permetterci di seguire solo strade che ci portino oltre i confini. Il rischio sarebbe una desertificazione della nostra attrattività”.

Meglio una politica di porte aperte e di flussi che  si intersecano. E il messaggio è rivolto proprio a legislatori e amministratori, con una provocazione:  “Siate imprenditori per il territorio”  perché “una provincia ricca, attrattiva, ben posizionata e aperta è il miglior affare per tutti. Solo il mix tra locale e globale, tra grandi aeree metropolitane e hinterland è vincente”.

Una considerazione poggiata sulle conclusioni dell’indagine di Pwc, che rivelano come manifatturiero e terziario, università e istituzioni, Pmi ma anche grandi industrie (quelle delle quali oggi si teme la disaffezione per scarso appeal o scarse connessioni con le reti dell’economia globale) devono procedere di pari passo.
Perché, tornando alle parole del presidente Galli, “quando c’è la grande industria, le chance produttive delle piccole e medie imprese artigiane aumentano. E, di riflesso, crescono benessere, servizi, collegamenti, attrattività e competitività”.

L’appello, che per il numero uno di Confartigianato Varese è diventato soprattutto richiesta di confronto e riflessione condivisa, è dunque quello di sostenere questo processo di apertura del territorio, sostenendolo con tassazione meno penalizzante, accesso al credito semplificato, flessibilità amministrativa capace di competere con quella delle più avanzate nazioni europee e velocità di legiferazione e decisione indispensabile per non perdere i treni che in un futuro prossimo passeranno dalle nostre stazioni.

La ricetta magica non c’è. E neppure esiste nel dna dell’imprenditore. Quel che c’è è l’opportunità di avviare, subito, un percorso comune e sinergico. Perché oggi, sinergia, è la parola che forse più di tutte tende a viaggiare sul binario morto. Ancora il presidente Galli: “Tra Regioni, provincie e amministrazioni comunali manca talvolta un’indispensabile azione di coordinamento che porterebbe, al contrario, alla creazione di aree omogenee più efficaci tra loro e più utili per le necessità delle imprese”. In due parole: da soli non si va da nessuna parte.

E allora, dove guardare tutti insieme? Dove indirizzare le forze? Nel corso del convegno, introdotto dal direttore generale di Confartigianato Imprese, Mauro Colombo e aperto dal presidente nazionale di Confartigianato, Giorgio Merletti, i ricercatori di Pwc hanno indicato nei corridoi ferroviari e nelle direttrici autostradali, così come in quelli digitali, nelle potenzialità della manifattura 4.0 e in quelle di un turismo come asset di sviluppo, i punti di snodo per la definizione di una nuova identità territoriale. Ma anche alle riforme amministrative bisognerà guardare con interesse da qui alla riforma costituzionale, che cambierà molto probabilmente i livelli istituzionali. E alla legislazione regionale, che inciderà sui futuri confini provinciali, per arrivare (potenzialmente) a ridefinirli.

Aggregazioni e integrazioni per il nostro territorio dove dovranno guardare? In direzione città metropolitana? La risposta arriverà anche dall’analisi dei flussi: dove nascono, dove finiscono e come attraversano il nostro territorio.

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