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Home Calenda a Confartigianato: Export, innovazione e incentivi danno libertà all’impresa

Calenda a Confartigianato: Export, innovazione e incentivi danno libertà all’impresa

Galli_Colombo_Summer_SchoolIl presidio delle nicchie, il Ttip (accordo transatlantico sugli accordi commerciali tra Europa e Stati Uniti d’America) tutto da cavalcare e del quale non avere alcuna paura, il sostegno all’internazionalizzazione e all’innovazione (Industria 4.0), gli incentivi agli investimenti privati ma non a bando (perché questi vanno alla grande impresa), la defiscalizzazione per le piccole e medie aziende, il rinnovo del superammortamento sui beni materiali al 140% e l’arrivo dell’iperammortamento sui beni digitali al servizio della manifattura al 160%. Ma anche la volontà di riacquistare fiducia nell’economia, come cittadini e come imprenditori. Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo Economico, ha chiuso oggi – martedì 6 settembre – la Summer School di Confartigianato “Costruire il futuro percorrendo terre inesplorate” con la schiettezza e la praticità di un piccolo imprenditore. Presenti alle due giornate, per Confartigianato Varese, il Presidente Davide Galli e il direttore generale Mauro Colombo oltre al Presidente del settore meccanica di Confartigianato nazionale Paolo Rolandi.

Bando alle false promesse e largo spazio a quello che attende tutti noi, partendo da un concetto chiave: «A reggere l’Italia è la piccola e media impresa – ha detto il ministro – perché ho sempre pensato che questa forma imprenditoriale sia una start up in grado di esprimere tutto il suo valore sia nei settori tradizionali (per esempio l’arredamento) sia  in quelli più tecnologici (ad esempio i software)». Libertà d’impresa al centro di un’Italia che deve scegliere, e bene, le sue prossime mosse di politica economica.

Partendo proprio dal Ttip, un negoziato che va fatto e deve essere concluso. Un «antidoto a quella globalizzazione» degli anni Novanta, ha detto il ministro, che è stata considerata «una bellissima festa in un mondo piatto tra multiculturalismo e relazioni internazionali consensuali». L’Occidente deve riprendere in mano il timone della globalizzazione, ma per farlo deve scartare false ideologie e miti perché, per l’Italia, «questo accordo è essenziale: gli Stati Uniti sono il mercato a più alto potenziale di export per le nostre imprese». Confartigianato Varese ne aveva parlato su “Imprese e Territorio “ di gennaio/febbraio 2016 e i concetti, seppur già ricchi di tensioni teoriche, spingevano verso una direzione coraggiosa e, come ha sottolineato Calenda, inevitabile. Il Ttip non impoverirà le imprese, anzi.

Il punto è sempre quello: costruire un sistema competitivo in grado di crescere è la sfida del governo italiano; quella per le piccole e medie imprese è l’internazionalizzazione. Chi ci è arrivato anni fa oggi ne raccoglie i frutti; chi invece non ci ha creduto, forse ha chiuso. Un mondo dove connettersi, muoversi, essere veloci su un territorio competitivo e dalla forte identità è prioritario. Anche su questa provincia che la nostra Associazione ha passato al setaccio con la ricerca realizzata con PwC proprio sul futuro delle reti, delle infrastrutture e della mobilità, della manifattura 4.0 e del turismo. Nessuno è svincolato da questo panorama geopolitico «e la globalizzazione continuerà a produrre vincenti e perdenti: bisogna decidere in fretta evitando le discussioni infinite che bloccano le politiche di sviluppo», ha chiosato Calenda. Ma qui entrano in gioco tutti quegli strumenti di cui il Ministro diceva prima, con un accento sul micromanagement (adatto a dare una spinta alle piccole e medie imprese) e sulla collaborazione con i corpi intermedi.

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