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Sì all’Industria 4.0 ma a misura di Pmi

Industria_4.0Piano Nazionale Industria 4.0: Matteo Renzi lo ha presentato ieri al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano dicendo che «funzionerà se le donne e gli uomini che fanno l’impresa accetteranno la sfida del cambiamento». Una sfida alla quale le aziende del nostro territorio non si sono mai sottratte. Qui la riflessione di Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Imprese Varese.

Industria 4.0: per il sistema produttivo della provincia di Varese, per le piccole e medie imprese del manifatturiero, questa parola assume un significato fondamentale. Perché sono loro ad aver sostenuto il tessuto economico del territorio dopo l’abbandono di alcune grandi industrie. E sono sempre loro a rappresentare quell’indotto che non ha via d’uscita di fronte alla resa dei colossi.

Come Confartigianato Varese guardiamo con attenzione, da tempo, alle prospettive positive che questo Piano del Governo deve portare alle nostre aziende, a partire dal superammortamento per i beni strumentali in generale all’iperammortamento per i beni con tecnologie 4.0. Perché è questo il punto: Industria 4.0 deve essere Impresa 4.0 con strumenti a misura di piccola e media impresa. Non ci sono più scuse che tengano: le Pmi devono essere messe in condizioni di beneficiare di questo Piano in tutto e per tutto. Dopo tanta dimostrazione di resistenza, volontà e impegno è giusto che le risorse arrivino anche a loro.

E’ per questo che nei prossimi giorni approfondiremo i tanti aspetti di Industria 4.0 in tutti quei contenuti che più interessano le nostre imprese, e che più le aiuteranno a risolvere i problemi della crescita futura. E’ per questo, infine, che le nostre richieste verranno sottoposte agli stakeholder – deputati e senatori – che ci rappresentano a Roma, per rimarcare quanto anche la piccola e media impresa, oggi, abbia bisogno di strumenti flessibili per migliorare la propria competitività.

A partire dall’accesso alla ricerca e all’innovazione anche grazie a collaborazioni sempre più strette con le Università d’eccellenza, al sostegno degli investimenti privati, all’accompagnamento alla digitalizzazione e allo sviluppo tecnologico, alle partnership funzionali e mirate tra pubblico e privato. In tutto questo un ruolo sostanziale dovrà essere affidato alle competenze dei giovani, al superamento del gap tra mondo della scuola e mondo del lavoro e, di conseguenza, a piani formativi che siano in linea con quanto serve alle aziende.

La piccola impresa, con il Piano del Governo, deve ritornare al centro non tanto del dibattito quanto delle decisioni e dei fatti.

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