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Addio Equitalia: tutte le novità del Fisco

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Equitalia addio: dal primo luglio del prossimo anno, ad occuparsi di riscuotere le nostre tasse sarà un ente nuovo di zecca, già battezzato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”. La rivoluzione è stata ufficialmente introdotta dal decreto fiscale da poco firmato dal presidente della Repubblica ed è collegata alla manovra di Bilancio. L’obiettivo? Cambiare il rapporto tra Fisco e contribuenti. Strettamente correlata alla rottamazione di Equitalia è anche l’operazione di smaltimento dei ruoli pendenti.

In pratica, ai debitori viene data la possibilità, in relazione ai carichi inclusi in ruoli affidati agli agenti della riscossione nel periodo compreso fra il 2000 e il 2015, di estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse in tali carichi, gli interessi di mora (oggi pari al 4,13% annuo), le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali. Il pagamento potrà essere fatto in un’unica soluzione o in quattro rate (con interessi pari al 4,5% annuo).

La rottamazione tuttavia non sarà automatica: per poter definire i carichi pendenti, il contribuente dovrà manifestare all’agente della riscossione la sua volontà di avvalersene, presentando, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del decreto fiscale (Decreto legge n. 193/16) un’apposita dichiarazione (il modello sarà pubblicato sul sito di Equitalia).

Una volta depositata la richiesta, l’agente della riscossione comunicherà, entro 180 giorni, l’ammontare delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate, la cui quarta scadenza non potrà superare il 15 marzo 2018.
Un’altra novità di rilievo è nell’introduzione di nuovi e più stringenti adempimenti ai fini Iva, introdotti per combattere l’evasione. Si tratta delle nuove comunicazioni trimestrali che prenderanno il posto dell’attuale spesometro annuale. Nel dettaglio, dal primo gennaio 2017 i contribuenti dovranno presentare, con cadenza trimestrale, una comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute e una comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva (nuovo art. 21, D.L. n. 78/2010).
Attenzione perché l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni singola fattura prevede una sanzione d’importo compreso fra 25 e 25mila euro mentre l’omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva implica una sanzione da cinquemila a 50mila euro.
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