Cerca:
Home Neo imprenditori: il kit per partire. E sopravvivere

Neo imprenditori: il kit per partire. E sopravvivere

platea_1Per fondare un’azienda, ogni momento è un buon momento dicono nella Silicon Valley americana. Anche quando la crisi sembra chiudere le porte, le occasioni sembrano mancare, gli studi scolastici non sono sufficienti. Tutto sembra così difficile, eppure mettersi in proprio è possibile.

Ne abbiamo parlato martedì 25 ottobre a Tradate nella sede di Confartigianato Varese di fronte a più di ottanta giovani volenterosi, motivati, entusiasti, curiosi. Insomma, potenziali imprenditori. “Giovani di valore”, dal nome del progetto promosso da Fondazione Cariplo che ci vede coinvolti direttamente con Fondazione San Giuseppe e Faberlab, non è semplicemente un progetto ma un impegno. I Comuni coinvolti sono 46, le associazioni tante, le imprese ancora di più. I giovani non mancano e, se non sono folli sono tanto, tanto affamati.

Ma come si fa a mettersi in proprio? Scegliere bene è il primo passo per sopravvivere e crescere. In provincia di Varese, secondo i dati della Camera di Commercio, il tasso di sopravvivenza delle nuove imprese a un anno dalla costituzione, nel tempo (2012-2014) è cresciuto rispettivamente dal 73 al 75% per le società di capitali e dal 77 all’80% per quel che riguarda le società di persone. A tre anni dall’apertura, invece, il contesto cambia: le società hanno di fatto un tasso di sopravvivenza medio pari al 67% mentre quelle individuali calano al 62%.

Stando alle analisi degli esperti, le ragioni di questo trend negativo sono da ricercarsi in possibili carenze nell’analisi del mercato di riferimento nella fase precedente lo start up d’impresa, nell’assenza di un ben definito piano industriale, nella scelta di settori già particolarmente ricchi in termini di offerta, nella mancanza di assistenza professionale e qualificata e nella difficoltà ad accedere a contributi a sostegno dell’attività (bandi, defiscalizzazioni…).

L’evento “Mettersi in proprio? Con noi l’impresa possibile”, aiuta i giovani (ma non solo quelli) ad evitare questi passi falsi. Quelli che, poi, ti impediscono di far crescere la tua idea e la tua impresa. Perché per diventare imprenditore ci sono tanti punti da unire e far combaciare: contabilità ordinaria o semplificata? Ditta individuale, snc, sas o srl? Quanti soldi mi servono per partire? Quanti ne investo? Devo chiedere un finanziamento? E poi tutti gli aspetti di sicurezza sul lavoro, assicurazioni, urbanistica, igienico sanitari, formazione, previdenza, fiscalità, finanza.

Prima l’idea e poi l’imprenditore, d’accordo, ma ci si deve attrezzare. Le implicazioni, i vincoli e gli obblighi possono trasformarsi in opportunità e in progetti vincenti, ma prima bisogna conoscere se stessi (competenze, capacità, conoscenze, attitudini, abilità) e poi capire se si hanno i numeri per lanciarsi nella mischia. Che morbida non è, perché i propri prodotti devono essere innovativi, i concorrenti devono essere battuti, ogni giorno ci si deve chiedere cosa poter fare di diverso. Perché le ricerche di mercato sono importanti, ma non sono tutto.

TORNA SU