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«Trent’anni da dipendente. E ora sono diventato il titolare»

serigrafia_1Mettersi in proprio sì o no? Ne parleremo martedì 25 ottobre a Tradate (ore 18, sede di Confartigianato). Intanto vi raccontiamo la storia di Salvatore Loiero, 53 anni, che ha rilevato l’azienda dove era responsabile di clienti e campionatura. «Alla mia età è una scelta importante, ma punto sul futuro e il lavoro non manca».

La scelta di mettersi in proprio non riguarda solo i giovani e non interessa solo le attività di nuova costituzione. Salvatore Loiero, 53 anni, è a capo di quella che un tempo era la Serigrafica Beatrice e che, oggi, è “rinata” con il nome di Serigrafica Due D. Nell’impresa di Gallarate, in via Leonardo Da Vinci 48, Loiero ci lavorava da trent’anni, poi la scelta di passare da dipendente a imprenditore. Una vera metamorfosi anche se, dice Loiero, «alla Beatrice ero responsabile e seguivo tutto: clienti, fornitori, campionatura e colori. La mia scelta, anche se non così semplice, è stata facilitata dalla mia lunga esperienza, perché se questa non c’è le cose si complicano».

La decisione risale allo scorso anno e prende il via da una motivazione più che concreta: «Ne ho parlato con la titolare di allora e abbiamo trovato un accordo. La proposta è stata questa: piuttosto che fermare un’azienda conosciuta da anni sul mercato, con clienti affezionati, mi metto in gioco. Per vedere i primi risultati ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma la sicurezza arriva dal fatto che l’attività è ben avviata. E’ per questo che non abbiamo cambiato nulla, compresa l’immagine».

Certo qualche indecisione non è mancata, perché mettersi in proprio a 20 anni è una cosa e farlo a 50 è un’altra: «Visti i tempi forse non era il caso di farlo – interviene Loiero – però sono fiducioso: il lavoro non manca, la situazione famigliare è serena, abbiamo voglia di fare e di andare avanti, speriamo che i clienti che abbiamo tengano duro. Senza dubbio, se avessi dovuto cominciare tutto da capo mi sarei fermato».

Anche perché il futuro è incerto e per fare l’imprenditore ci vogliono tante, buone qualità. Su tutte la continua formazione e la curiosità: «Non si smette mai di imparare perché se oggi, rispetto a quindici anni fa, la tecnica di stampa non è cambiata tantissimo sono i prodotti a innovarsi continuamente. Quindi l’imprenditore deve adeguarsi ai tempi e alle esigenze dei clienti». Ma Loiero consiglierebbe a un giovane la via dell’autoimprenditorialità? «Che i giovani si facciano avanti perché il lavoro artigiano non è destinato a finire: qui ci sono le mani ma anche la testa. Se tutti pensano di stare seduti davanti a un pc a stampare magliette, hanno sbagliato a capire. E’ per questo che uno dei miei figli lo porterò in azienda: ne abbiamo già parlato perché voglio trasmettere anche a lui quello che un tempo hanno trasmesso a me».

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