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Decreto fiscale: la nostra guida alle tasse del 2017

Decreto fiscale, cosa cambia e cosa dobbiamo aspettarci dal Fisco dal primo gennaio in poi? Montecitorio ha varato mercoledì il collegato alla legge di Bilancio 2017 e, in attesa del passaggio (che pare perlopiù formale) al Senato, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza nel dedalo di novità in arrivo.

ADDIO EQUITALIA
Addio a Equitalia e rottamazione delle Cartelle
: c’è la piena conferma di quanto già anticipato nei giorni scorsi, con ulteriore dilazione dei tempi per la presentazione della domanda di definizione agevolata (TUTTE LE INFORMAZIONI)

NIENTE PIU’ TAX DAY
Il 16 giugno non sarà più il giorno nero delle scadenze fiscali
: per Irpef, Ires, Irap, Iva, Tari, cedolare affitti, annessi e connessi. Per i versamenti ci sarà tempo fino al 30 giugno, con possibilità di proroga al 30 luglio previo pagamento di una maggiorazione dello 0,40%.

DA STUDI DI SETTORE A INDICI DI AFFIDABILITA’ FISCALE
Rottamati anche gli studi di settore
, che vengono sostituiti dai cosiddetti “indici di affidabilità fiscale”. In pratica il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovrà individuare entro il 31 dicembre 2017 «indici sintetici di affidabilità fiscale cui saranno collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, anche in termini di esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti, al tal fine di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari ed il rafforzamento della collaborazione tra amministrazione finanziaria e contribuenti».

ERRORI DICHIARAZIONI IVA E CANCELLAZIONE INATTIVE
Scattano le comunicazioni trimestrali Iva ma si riduce la tagliola delle sanzioni
. Il documento approvato dalla Camera prevede infatti una sanzione pari a 2 euro per ogni fattura omessa o errata con un massimo di mille euro a trimestre e una sanzione dimezzata, con un massimo di 500 euro a trimestre, se si corregge l’errore entro 15 giorni. L’omessa, incompleta o infedele comunicazione Iva per via telematica sarà punita con una sanzione da 500 a duemila euro, notevolmente ridimensionata rispetto al testo del decreto che prevedeva una sanzione da cinquemila a 50mila euro. L’importo ridotto alla metà se entro 15 giorni sarà effettuata la trasmissione corretta dei dati.
Chiusura d’ufficio in vista per le partite Iva che risultano inattive da almeno tre anni.

VOLUNTARY DISCLOSURE BIS
La voluntary disclosure torna per le violazioni fino al 30 settembre 2016, che potranno essere regolarizzate fino al 31 luglio 2017. Potrà aderire alla voluntary bis su capitali detenuti in Italia anche chi ha già aderito alla precedente disclosure su capitali all’estero. Allo stesso modo chi ha già presentato istanza su somme detenute all’estero potrà aderire alla voluntary bis per contanti in Italia.

LE FERIE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Pausa estiva dal 1 agosto al 4 settembre per l’Agenzia delle Entrat
e: nel periodo indicato è prevista la sospensione dei termini per la trasmissione dei documenti richiesti ai contribuenti e quelli per il pagamento delle somme dovute in seguito a controlli automatici.

NO ALLA PRESUNZIONE DI NERO
Nell’ambito delle indagini finanziarie, il Fisco non potrà più utilizzare lo strumento della presunzione di “nero” in relazione ai prelievi bancari non giustificati dai professionisti. Sono inoltre esclusi ai fini dell’accertamento i piccoli prelievi bancari effettuati dalle imprese per l’attività quotidiana fino a mille euro giornalieri e comunque non oltre i cinquemila euro mensili.

CONSEGNA CUD ENTRO IL 31 MARZO E LIMITE RIMBORSI FISCALI
Il datore di lavoro avrà tempo fino al 31 marzo (e non più solo fino al 28 febbraio) per consegnare la certificazione unica (ex Cud). Modificato anche il tetto limite per richiedere rimborsi fiscali senza garanzie bancarie, che passa da 15 a 30mila euro.

E ora l’attenzione passa alla legge di Bilancio, il cui iter è ancora in corso. Su questo fronte è ancora in corso il pressing di Confartigianato a livello nazionale che, «pur apprezzando le misure previste dalla manovra» ricorda che «mancano ancora all’appello capitoli importanti per artigiani e piccoli imprenditori».

Tra le altre, ricordiamo la totale deducibilità dell’Imu dal reddito d’impresa e dall’Irap sui beni strumentali, «una battaglia storica per affermare il principio che non si possono tassare alla stregua di beni di lusso gli strumenti di lavoro degli imprenditori». E ancora, secondo la Confederazione va innalzata la franchigia Irap da 13 a 15mila euro. Così come vanno definiti i contorni dell’autonoma organizzazione in modo da rendere certa l’esclusione dal pagamento dell’Irap di migliaia di piccole imprese individuali. Nella lista delle richieste di Confartigianato spiccano infine l’abolizione dello split payment e la reintroduzione del recupero dell’Iva all’apertura delle procedure concorsuali.

 

Per informazioni
Servizio fiscale
Michela Cancian
michela.cancian@asarva.org
Telefono 0332/25.62.88

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