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Legge di Bilancio: il 2017 cambia pensioni e welfare. LA NOSTRA GUIDA

legge-bilancioLegge di Bilancio 2017: con il via libera della Camera il testo passa all’esame del Senato mentre il Governo ribadisce l’intenzione di «garantire il sostegno alla crescita» e di «mantenere il percorso di consolidamento fiscale in corso» grazie a 21,3 miliardi di risorse e 33,3 miliardi di impieghi.

Di seguito una mappa delle novità principali cui seguiranno, nei prossimi giorni, le prime analisi dei provvedimenti. Non sono da escludere tuttavia ulteriori modifiche in sede di iter parlamentare e in seguito all’esito del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

LE MISURE RILEVANTI
Slitta al 2018 l’aumento di Iva e accise come clausola di salvaguardia ma viene introdotto un nuovo aumento dell’Iva di 0,9 punti percentuali dal primo gennaio 2019. Per quanto riguarda il recupero delle imposte, il Governo punta sulla tracciabilità dei prodotti sottoposti ad accisa e sull’obbligo di pagamento tracciabile per i lavori svolti a favore dei condomini. Le risorse reperite verranno destinate all’introduzione dell’imposta sul reddito d’impresa (Iri), che prevede l’aliquota unica Ires al 24%. Cambia l’aiuto alla crescita economica (Ace), con il calo dell’aliquota percentuale utilizzata per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio.

SGRAVI FISCALI
Confermati fino al 31 dicembre 2017 l’ecobonus e la detrazione al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Prorogata al 31 dicembre 2017 la detrazione al 50 per cento per le spese relative all’acquisto di mobili. Estensione di ammortamento (al 140%) e superammortamento (al 250%). Per quanto riguarda le start-up sono due le novità portate dalla legge di bilancio: la possibilità per l’impresa-sponsor di colmare le perdite dei primi tre bilanci della startup e l’aumento delle detrazioni fiscali per coloro che vogliono investire nelle nuove aziende. Introdotta anche la semplificazione dell’atto costitutivo per le start up innovative. Viene estesa inoltre fino al 31 dicembre 2020 la finestra per il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo e si introduce il principio di cassa ai fini della tassazione dei redditi delle imprese a contabilità semplificata.

AGEVOLAZIONI
Tra le agevolazioni fiscali si ricordano quelle per la finanza etica, la detassazione per i redditi derivanti dagli investimenti a lungo termine (almeno cinque anni) nel capitale delle imprese effettuati dalle casse previdenziali o da fondi pensione. E, ancora: esenzione fiscale per i redditi di capitale e i redditi diversi percepiti da persone fisiche derivanti dagli investimenti effettuati in piani di risparmio a lungo termine (i Pir), a specifiche condizioni, tra cui l’obbligo di investire nel capitale di imprese italiane e europee, con una riserva per le Pmi.

WELFARE
La legge di Bilancio incentiva il welfare aziendale e i premi di produttività con una imposta sostitutiva dell’Irpef e addizionali al 10%, innalzando i limiti di imponibile ammesso al beneficio (da due a tremila euro) e la soglia di reddito entro la quale viene riconosciuto (da 50 a 80mila euro annui). Si prevede, per il solo settore privato, uno sgravio contributivo per le nuove assunzioni con contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato, anche in apprendistato, effettuate dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. Lo sgravio scatterà solo nell’ambito di percorsi di alternanza scuola-lavoro o in seguito a periodi di apprendistato. L’importo sarà pari 3.250 euro annui di sgravi per un massimo di 36 mesi.

Prorogata per il 2017 e 2018 la possibilità di sostituire al congedo parentale i voucher per asili nido o baby-sitting. Viene infine riconosciuto alle lavoratrici autonome vittime di violenza di genere il diritto all’astensione dal lavoro fino a tre mesi con diritto a percepire una indennità giornaliera dell’80 per cento del salario minimo.

PENSIONI
Scende l’aliquota contributiva dovuta dai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps (dal 27 al 25% nel 2017; 33% dal 2018). Arriva l’Anticipo finanziario a garanzia pensionistica (Ape): si incassa un prestito bancario, coperto da una polizza assicurativa obbligatoria contro il rischio di morte prematura, da restituire a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia con rate di ammortamento mensili della durata di venti anni. I requisiti sono età anagrafica minima di 63 anni; maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; anzianità contributiva di 20 anni; pensione pari almeno a 1,4 volte il trattamento minimo. La versione dell’Ape sociale è dedicata ai soggetti “deboli”, con condizioni più vantaggiose (abbassamento da ottomila a 4.800 euro della soglia di reddito da lavoro autonomo compatibile con l’Ape Social). Altre novità riguardano i cumuli pensionistici e i lavoratori precoci o coinvolti in attività usuranti. Sale la no tax area per i pensionati, estesa ai soggetti di età inferiore a 75 anni. Dalla Commissione è emersa l’estensione opzione donna alle lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 i requisiti richiesti.
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