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Cara energia, ma quanto mi costi? Ce lo dicono le imprese

Diceva Alexis de Tocqueville: «Il mondo appartiene a quelli che hanno la maggiore energia». Oggi, più di un secolo e mezzo dopo, a giudicare dalle bollette, l’illustre visconte potrebbe vedersi costretto a fare una considerazione aggiuntiva: «Il mondo appartiene a chi ha la maggiore energia… al miglior prezzo».

Nell’ultimo anno il costo medio dell’elettricità è infatti lievitato di un buon 25%, arrivando a incidere pesantemente sulle piccole e medie imprese, maggiormente penalizzate rispetto alle 2.950 industrie energivore per le quali sarebbe in arrivo il via libera allo “sconto” varato nel 2013 ed esteso all’intero 2016. Una batosta che potrebbe rafforzarsi in prospettiva: gli addetti ai lavori non escludono ulteriori ritocchi al rialzo sul conto per le taglie “small” a partire dal gennaio 2007. Quando, peraltro, andrà a regime il primo atto del mercato libero dell’energia (affiancato per dodici mesi dalla neonata offerta della Tutela Simile). Uno svantaggio sensibile per Pmi, costrette a competere su mercati complicati e indeboliti dalla crisi, assai poco disponibili ad accogliere rincari sui prodotti finali. Quelli, per intenderci, che acquistano famiglie e consumatori.

Va ancor peggio ai terzisti, per i quali i margini di trattativa sul costo del prodotto sono addirittura impensabili. È il caso della Bf Plast di Fabio Budelli, con sede in via Del Lavoro 13 a Gallarate e specializzata nello stampaggio e nella lavorazione di materie plastiche per conto terzi. Un’azienda familiare fondata nel 2003 dallo stesso Budelli, ex operaio specializzato in un’impresa del settore, oggi affiancato dalla moglie Paola, anche lei ex dipendente.

Una bella storia di imprenditorialità e impegno sulla quale, però, non ha mai smesso di pesare la questione costi: «Possediamo otto presse di stampaggio di grosse dimensioni che, non di rado, sono in funzione giorno e notte dal lunedì al sabato – spiega la signora Paola – Il consumo energetico è dunque molto elevato, siamo arrivati a dover saldare bollette da duemila euro al mese: per noi risparmiare su questo capitolo di spesa è importantissimo». Gli aumenti, con il tempo, hanno costretto titolare e moglie a tagliare su altre spese, fino a sfiorare il segno meno alle voci di bilancio. Due anni fa la svolta, con l’ingresso nel Consorzio Cenpi (Confartigianato energia per le imprese, ndr): «Avevamo già aderito ad altre offerte nel tentativo di ridurre le tariffe di luce e gas ma, spesso, alle promesse iniziali non corrispondevano le cifre in bolletta».

Senza contare che un’analisi mensile degli andamenti del mercato energetico è impossibile per chi ha una produzione da mandare avanti, clienti con i quali interloquire, scadenze da rispettare e conti da far tornare. «Avere qualcuno che stia dalla tua parte, controlli i consumi e confronti i prezzi è un aiuto prezioso per un’impresa come la nostra che, per tipo di attività, arriva ad avere un’incidenza pari al 40% del prezzo dell’energia sul costo della produzione».

In conclusione: per rimanere sul mercato, ad ogni impennata dell’elettricità tocca limare su altri capitoli. Ma quando i capitoli finiscono come si fa a restare in piedi? Stesso discorso vale per l’impresa-famiglia, tanto che i coniugi Budelli hanno optato per il Cenpi anche per i consumi domestici. I conti, adesso, tornano.

 

Il prezzo medio dell’energia elettrica e del gas nel 2016 mese per mese
Mese Valore €/MWh
gennaio 2016 46,47
febbraio 2016 36,97
marzo 2016 35,22
aprile 2016 31,99
maggio 2016 34,78
giugno 2016 36,79
luglio 2016 42,85
agosto 2016 37,08
settembre 2016 42,89
ottobre 2016 53,08
novembre 2016 58,33

 

Fonte luce-gas.it – Dati aggiornati al 2 dicembre

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