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Caro-bolletta: il 2017 fa impennare i costi. Ma non per tutte le imprese

Cara energia… costi sempre di più. E non va meglio sul fronte gas. A parlare sono i numeri, che per le Pmi, profilano rincari medi stimati, nel corso del 2017, tra il 5 e il 10%. 

Il tutto al netto di un anno, quello appena concluso, non parco di rialzi: a pesare sul portafoglio delle piccole e medie imprese sono stati soprattutto gli ultimi mesi del 2016, periodo che ha portato a un rialzo del 25% del costo medio dell’elettricità rispetto ai primi mesi dell’anno.

In soldoni ciò significa che, potenzialmente, nel 2017 il costo dell’energia elettrica arriverà a incidere fino al 30% in più rispetto al conto pagato dalle imprese nella prima metà del 2016. Le conseguenze? Riduzione della competitività, sterilizzazione della ripresa economica e congelamento di investimenti da parte delle aziende, ad esempio, in nuove tecnologie o capitale umano.

D’altronde non è solo il costo della materia prima a lievitare, ma – come ha più volte rilevato – nel 2017 è in programma una riforma degli oneri generali di sistema che potrebbe generare ulteriori costi per le Pmi.

Un problema non da poco dato che gli oneri generali di sistema rappresentano una voce importante nella bolletta delle taglie small, al punto che a fine 2016, il loro costo (37,9%) è arrivato a pareggiare quello della materia energia (38%). Nubi all’orizzonte, insomma, e non solo sui capannoni. Gli imprenditori, infatti, oltre a dover mettere mano al conto in banca per saldare le spese energetiche aziendali, saldano anche il conto in quanto cittadini. E anche qui, come rilevato dall’Autorità per l’energia, i ritocchi non mancano: + 0,9% per la luce, 4,7 %per il metano.

Che fare, dunque? Rassegnarsi al salasso e rinunciare ad altri capitoli di spesa? Non proprio: il Gruppo di acquisto Energia di Confartigianato Cenpi garantisce alle imprese (e anche ai privati) risparmi consistenti grazie ad acquisti di materia prima effettuati con largo anticipo, a prezzi ampiamente competitivi (nel caso specifico, l’acquisto dell’energia erogata alle imprese già clienti c’è stato nel mese di marzo, ovvero in uno dei momenti migliori in termini di costi.

Il che ha permesso di firmare contratti a prezzi bloccati, oltre che competitivi, per i successivi dodici mesi. E oggi, chi andrà al rinnovo, sa già di avere in tasca una garanzia: prezzi più bassi non solo rispetto a quelli della prima metà del 2016, ma anche al netto dei rincari previsti nel 2017 (5-10%). Insomma, chi prima arriva, più risparmia.

Tanto più in un periodo, questo, di grandi rivoluzioni sul fronte energetico: dal primo gennaio, infatti, famiglie e Pmi possono scegliere liberamente il proprio fornitore di energia elettrica. O, in alternativa, è possibile affidarsi a facilitatori nell’ambito del mercato della Tutela Simile, istituito per accompagnare i consumatori verso il mercato libero e per il quale è possibile appoggiarsi agli esperti di Confartigianato Imprese Varese.

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