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Sicurezza, scaduto l’obbligo per i datori di lavoro: mettetevi in regola

corsisicurezzaRspp e Aspp sono termini ormai noti agli imprenditori ma cogliamo l’occasione per riassumerne significato, obblighi, normativa di riferimento e scadenze cui ottemperare. Anche perché, è bene non dimenticarlo, il mancato rispetto della legge che regolamenta la sicurezza sui luoghi di lavoro comporta sanzioni che è bene prevenire.

Il decreto legislativo 81/2008 stabilisce che, all’interno di ogni azienda, sia necessaria la presenza di un Rspp (responsabile del servizio prevenzione e protezione). Non di rado è lo stesso titolare (se l’azienda non supera i 200 dipendenti) a svolgere questa mansione, che pure rappresenta un impegno non da poco, tanto che molte imprese scelgono ormai di affidarsi alle competenze dei cosiddetti Addetti al servizio di prevenzione e protezione (Aspp) o ad Rspp esterni.

Qualora, tuttavia, l’imprenditore abbia deciso di mantenere la responsabilità di vigilare sulla sicurezza della propria azienda, è bene ricordare che l’obbligo di aggiornamento è scaduto l’11 gennaio 2017.

L’accordo Stato-Regioni sottoscritto il 21 dicembre 2011 prevede infatti che gli imprenditori-Rspp debbano “rinfrescare” le proprie conoscenze ogni cinque anni: ciò significa che, per chi ha effettuato l’ultimo corso prima dell’11 gennaio 2012, il tempo è scaduto. E lo stesso vale per tutti coloro che hanno avviato la propria attività prima del 1996, nonostante in un primo momento (ma oggi le cose sono cambiate) per questa fattispecie fosse stato previsto l’esonero. C’è comunque ancora modo di recuperare.

Anche perché, in mancanza di formazione adeguata, la normativa prevede che il datore di lavoro debba essere punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.740 a 7.014 euro. Mentre il legislatore non ha specificato le sanzioni per il comma riferito nello specifico all’obbligo dell’aggiornamento.

Tuttavia nelle Linee interpretative del 25 luglio 2012 si legge: «Si ritiene che l’Aspp o il Rspp che non adempia l’obbligo di aggiornamento nei tempi previsti, perda la propria “operatività”. Ciò significa che, pur mantenendo il requisito derivato dalla regolare frequenza ai corsi, non è in grado di poter esercitare i propri compiti fintanto che non venga effettuato l’aggiornamento ».

E se il datore di lavoro Rspp decade dalla funzione e non affida ad altri l’incarico, può essere multato per mancata nomina di un nuovo responsabile del servizio prevenzione e protezione.

Insomma, è l’ora di aggiornarsi. Ma quale corso scegliere? Di quale durata? Confartigianato Imprese Varese ha predisposto una guida online per rispondere a tutte le domande degli imprenditori e aiutarli a districarsi in un settore tutt’altro che semplice e sempre in aggiornamento.

 

 

In sintesi, la durata dei corsi, promossi dal centro di formazione di Confartigianato Imprese Varese (VersioneBeta), ricalca quella prevista dalla legge in base alla classificazione di rischio dell’impresa: si passa dalle 16 ore per l’Rspp di un’azienda a basso rischio alle 32 dell’industria con rischio medio per arrivare alle 48 ore previste in caso di rischio elevato. La classificazione del rischio è indicata dal codice Ateco.

Le alternative al “fai da te” si chiamano, invece, Aspp e Rspp esterni.

L’Rspp esterno (e, in un certo senso, anche l’Aspp) è una sorta di “coach” che non solo ottempera agli obblighi previsti dalla normativa ma accompagna l’azienda in un percorso di evoluzione, miglioramento e ottimizzazione delle attività.  In entrambi i casi, Confartigianato Imprese Varese è in grado di fornire il supporto di Rspp e Aspp esterni, competenti, qualificati, sempre aggiornati e disponibili in caso di necessità da parte dei datori di lavoro. «Perché scegliere un Rspp esterno? Perché, spesso, guardare l’azienda con un occhio diverso, permette di cogliere dettagli o criticità che possono sfuggire, non certo per negligenza, a chi la frequenta e ci lavora tutti i giorni» spiega Paolo Berlusconi, ingegnere del servizio sicurezza e ambiente di Confartigianato Imprese Varese.

Paolo Berlusconi e Federica Leoni

Inoltre, effettuando i check up preliminari indispensabili a conoscere l’impresa presso la quale svolgere l’incarico di Aspp o Rspp esterno, «è possibile individuale percorsi virtuosi o pianificare investimenti, sul fronte sicurezza, che alla lunga possono portare consistenti risparmi economici all’imprenditore».

Un tutor, insomma, una sorta di braccio destro. Nel caso di Berlusconi, sono già molte le aziende che hanno scelto di affidarsi all’ingegnere di Confartigianato per migliorare sé stesse e il proprio modo di lavorare. E, nei prossimi giorni, vi racconteremo come sono cambiate (in meglio) le cose.

 

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