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Home Riecco Palmira: con il 3D la sposa del deserto rinasce a Gallarate

Riecco Palmira: con il 3D la sposa del deserto rinasce a Gallarate

img_0680Alle 11 di sabato 18 febbraio un pezzetto di sogno diventerà realtà e, nell’ambito delle manifestazioni di Filosofarti, in viale dei Tigli a Gallarate verrà inaugurata la mostra “Palmira, i tesori ritrovati”, nata da una collaborazione tra licei dei Tigli, liceo Crespi di Busto Arsizio e Faberlab di Tradate.

Palmira, “sposa del deserto” custode di un patrimonio archeologico di inestimabile valore, è stata una delle tante vittime della guerra civile siriana e della furia distruttrice dell’Isis che, dopo averla catturata nel maggio del 2015, ha distrutto ciò che la storia aveva conservato. Una distruzione che non ha risparmiato il tempio di Baalshamin (II secolo) e il tempio di Bel (I secolo), ai quali una tecnologia moderna come la stampa 3D è riuscita – seppur solo a beneficio della vista e della memoria – a ridare dimensione e vita.

Una sorpresa che solo la giornata di sabato potrà svelare ma della quale oggi vogliamo mostrare la nascita, il “dietro le quinte”, sintesi perfetta delle prospettive che formazione e innovazione possono gettare sul tavolo del futuro prossimo. E d’altronde, non è fantascienza il fatto che la ricostruzione di due busti funerari scampati alla devastazione ma pesantemente danneggiati, sia stata affidata ai laboratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma. E alle cure di un’équipe composta da quattro restauratori, un chimico, due geologi e un fotografo modellatore 3D.

Compito della tecnologia sarà quello di ridare ai busti ciò che è stato impossibile recuperare, reintegrandolo grazie a una speciale protesi frutto di una sofisticatissima stampa tridimensionale (polvere di nylon sintetizzata con il laser).

Ciò che da sabato sarà in mostra non è fantascienza. E’ forse l’immagine di ciò che, in un futuro non remoto, potrà diventare realtà. Grazie al 3D.

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